My (almost but not quite) Quarantine Chronicles: Pigrizia, panificazione e altre cose che incominciano per la p ma che non mi vengono in mente

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Io sono stata la persona più pigra del mondo fino a circa diciannove anni. Ero veramente scandalosa, facevo tutto quello che dovevo fare ma con calma e senza troppa voglia.


Poi è cambiato qualcosa -di questo non penso parleremo non è molto interessante- e sono diventata iper efficiente.
 


Vivo di liste, faccio tutto quello che devo fare immediatamente, da qualche anno mi alleno diverse volte a settimana (niente di super power ma per la ragazzina che si nascondeva quando dovevano scegliere chi giocava a pallavolo è un grandissimo progresso), ho sempre tenuto la mia casa molto in ordine e anche ora che una casa non ce l’ho ma sono tornata dai miei imperverso con la mia voglia di mettere ordine, svuotare cassetti e pulire.
 


In questa quarantena ho sentito un sacco di persone che si sono prese il tempo di riposarsi e ragazzi niente, io proprio non ce la faccio.
 


Ho lavorato molto in queste settimane con grande soddisfazione. Però per me prendermi il tempo di non fare niente è  veramente una tortura. Leggere un po’ okay però o al mattino molto molto presto o la sera molto molto tardi.
 


Mi dò un’ora per prendere il sole sul terrazzo ma anche quella la vivo come una delle cose da fare sulla lista, controllo l’orologio come se dovessi andare da qualche parte.
 


Ogni tanto riesco a godermi l’attimo però cazzo se è difficile.
 


È una malattia incurabile quella di non riuscire a fermarsi? Non lo so. Penso che potrebbe essere un po’ la paura di tornare ad essere pigra e inconcludente e un po’ la paura di perdere tempo che potrei occupare in modo più utile.
 


Una cosa che ho scoperto però è che se non riesco a non fare niente ci sono altre cose che posso fare e che possono svuotarmi la testa e rilassarmi allo stesso modo.
 


Per me mettere in ordine e fare lavatrici sono tra le due attività che mi danno più gioia al mondo però ecco non è che esattamente poi mi senta zen e felice. Specialmente se pensate che inizio a diventare una trottola e alla fine sono sfinita.
 


Quindi, cosa si fa? 
 


Se mi seguite da un po’ sapete che non so assolutamente cucinare nonostante i vari tentativi.
 


Tutte le foto di pane, pizza e altre cose buone però mi hanno ispirata per provare a fallire per l’ennesima volta.
 


Quando ero ancora bloccata a Lugano e mi mancava la mamma ho fatto dei pancake alla banana  seguendo questa ricetta e la prima volta sono venuti molto buoni e la seconda facevano schifo.
 


Ho trovato una ricetta per dei cookies vegani  e ho provato a farli.
 


Erano bruttissimi e sembravano dei sofficini ma erano veramente tanto tanto buoni. Mi sono lanciata su una ricetta per i cookies al cioccolato ma non erano granché.
 


Ora, penso che la pasticceria sia la mia strada? No. Però ho scoperto che impiegare del tempo a fare qualcosa di nuovo mi aiuta e mi tranquillizza più della meditazione.
 


Meditazione con cui ultimamente ho un rapporto complicato, forse anche perché ne sento parlare in modi che mi fanno innervosire e allora mi passa la voglia benché mi abbia sempre fatto bene.
 


Quindi, ricette di dolci e cani che mi fissano sperando che mi cada dell’impasto per mangiarselo.
 


In un momento in cui tutto è fuori controllo aver trovato qualcosa di piccolo in cui fallire in continuazione ma che mi rilassa incredibilmente è un piccolo successo.
 


Mi raccontate cosa fate voi per raggiungere il relax vero? Ditemi!

3 Comments

  1. Anonymous says:

    invece secondo me sarebbe interessante capire cosa sia cambiato, a 19 anni, che ti ha dato quella spinta

    1. S. says:

      Provo a scriverne, vediamo come va 🙂

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