I post wishlist sono tra quelli che apprezzate di più. 
Non so bene perché ma chi sono io per non accontentarvi! Nel post di oggi una lista di cose che effettivamente mi servirebbero, come reminder per quando vorrò farmi un regalo ma senza prendere minchiate.

-Un reggiseno bianco. Non so come sia possibile amici ma non ho neanche un reggiseno bianco. Mi piace molto il modello Mina di Intimissimi anche se il mio vero sogno sono tutte le bralette di La Perla.

-Il kindle. Non sono mai stata così tanti mesi senza ed è una sofferenza, specialmente ora che non ho praticamente spazio in casa. Mi piace moltissimo il Paperwhite

-Utilizzo Fitbit da cinque anni come vi ho raccontato in un post di qualche tempo fa. Il mio Charge 2 inizia a perdere colpi, sono indecisa se stare sul Charge 4 che è simile a quello che ho ora o qualcosa più vicino ad uno smartwatch come il Versa 2.

-Tutto per lo yoga. Capitemi, è la prima volta che faccio un'attività che mi piace e non perché mi ci sento costretta. Vorrei uno yoga block -anche quello di Tiger, onestamente-, un materassino con un po' più di grip di quello che ho ora e dei completini carini. Non mi servono, lo so, ma li vorrei.

-Le canottiere bianche da uomo di Tezenis. Non giudicatemi, le ho usate per molto tempo e mi mancano.

-Una borraccia che mantenga la temperatura. Negli anni ne ho comprate decine e decine ma tutte più decorative che utili, a conferma che è meglio comprare un prodotto come si deve e basta proprio come dice la mia mamma. Tra le mille opzioni sul mercato però non so proprio cosa scegliere, se anzi avete qualcosa da consigliarmi sono tutta orecchie.

-Della cancelleria carina. Okay, non mi serve e va benissimo il mio quadernetto da cinquanta centesimi di Tiger. Però almeno un'agenda che parta da settembre (il nuovo anno inizia a settembre, siamo d'accordo) la vorrei.

-Dei calzini. Un sacco di calzini neri e corti, belli quelli con gli avocado ma non ci faccio una gran figura.

-Un Silk Epil di ultima generazione. La mia estetista del cuore è a Milano e quindi nonostante io sia team ceretta sempre e per sempre ogni tanto il silk epil lo uso ma il mio inizia a perdere colpi.

Quali sono i vostri desideri puramente materiali del momento? Raccontatemi!

Wishlist: Cose che veramente mi servono


I post wishlist sono tra quelli che apprezzate di più. 
Non so bene perché ma chi sono io per non accontentarvi! Nel post di oggi una lista di cose che effettivamente mi servirebbero, come reminder per quando vorrò farmi un regalo ma senza prendere minchiate.

-Un reggiseno bianco. Non so come sia possibile amici ma non ho neanche un reggiseno bianco. Mi piace molto il modello Mina di Intimissimi anche se il mio vero sogno sono tutte le bralette di La Perla.

-Il kindle. Non sono mai stata così tanti mesi senza ed è una sofferenza, specialmente ora che non ho praticamente spazio in casa. Mi piace moltissimo il Paperwhite

-Utilizzo Fitbit da cinque anni come vi ho raccontato in un post di qualche tempo fa. Il mio Charge 2 inizia a perdere colpi, sono indecisa se stare sul Charge 4 che è simile a quello che ho ora o qualcosa più vicino ad uno smartwatch come il Versa 2.

-Tutto per lo yoga. Capitemi, è la prima volta che faccio un'attività che mi piace e non perché mi ci sento costretta. Vorrei uno yoga block -anche quello di Tiger, onestamente-, un materassino con un po' più di grip di quello che ho ora e dei completini carini. Non mi servono, lo so, ma li vorrei.

-Le canottiere bianche da uomo di Tezenis. Non giudicatemi, le ho usate per molto tempo e mi mancano.

-Una borraccia che mantenga la temperatura. Negli anni ne ho comprate decine e decine ma tutte più decorative che utili, a conferma che è meglio comprare un prodotto come si deve e basta proprio come dice la mia mamma. Tra le mille opzioni sul mercato però non so proprio cosa scegliere, se anzi avete qualcosa da consigliarmi sono tutta orecchie.

-Della cancelleria carina. Okay, non mi serve e va benissimo il mio quadernetto da cinquanta centesimi di Tiger. Però almeno un'agenda che parta da settembre (il nuovo anno inizia a settembre, siamo d'accordo) la vorrei.

-Dei calzini. Un sacco di calzini neri e corti, belli quelli con gli avocado ma non ci faccio una gran figura.

-Un Silk Epil di ultima generazione. La mia estetista del cuore è a Milano e quindi nonostante io sia team ceretta sempre e per sempre ogni tanto il silk epil lo uso ma il mio inizia a perdere colpi.

Quali sono i vostri desideri puramente materiali del momento? Raccontatemi!


La cura per i capelli quando si è al mare tra gli argomenti che più mi appassionano al mondo. Okay forse esagero però ecco, mi piace proprio.
Nel mio gruppo di amiche sono sempre stata quella che al mare ad ogni vacanza portava mille olii e spray, maschere ristrutturanti e così via.
Quest'anno la mia vacanza è stata più improvvisata del solito e non ci ho messo la solita organizzazione meticolosa.
Sono partita con unghie di mani e piedi di due colori diversi, rendiamoci conto.
L'unico prodotto per la cura dei capelli che mi sono portata è l'olio Medì, ristrutturante e lucidante -al momento in offerta  con uno sconto del dieci per cento come tutto il resto della linea-.
Packaging essenziale ma funzionale, come quello di tutti i prodotti che ho avuto modo di provare del brand.
Non nasce come un olio specifico per la protezione dei capelli per salsedine e così via ma secondo me funziona alla grande anche per questo scopo.
Ha sia olio di argan che qualche silicone MA prima che vi agitiate e vi facciate prendere dal panico delle talebane dell'ecobio riflettete.
Se seguite una routine per i capelli completamente bio è evidente che non vorrete usarlo ma se come me vivete in equilibrio tra prodotti super bio e ultimi ritrovati della scienza per me è perfetto, non vedo i siliconi come il demonio e anzi piastrando i capelli relativamente spesso lo trovo utile.
Il profumo di quest'olio è paradisiaco -floreale ma non troppo forte- e la consistenza perfetta: né troppo denso né troppo liquido.
L'ho utilizzato anche prima di partire come olio pre piega e mi è piaciuto molto.
Ne basta pochissimo per rendere i capelli profumati e morbidissimi e mi sembra aiuti anche a mantenerli districati.
Utilizzato al mare però ha dato il meglio di sé.
Quantità sicuramente maggiori e messo su tutte le lunghezze e usato come impacco per ore.
Mi rendo conto che una settimana di mare non sia un mese ma normalmente a fine giornata con gli spray normali protettivi sento comunque il bisogno di fare una bella maschera.
Con l'olio Medì niente di tutto ciò: nel lasso di tempo in cui si asciugavano all'aria dopo il bagno erano morbidissimi e lucidissimi, a fine giornata dopo la doccia perfetti.
Non ho grossi problemi di doppie punte quindi non saprei dirvi per quell'aspetto, però posso dirvi che li rende ancora più lucidi e morbidi di quanto i miei non siano già normalmente.
Insomma, per me prodotto super promosso.
Che rapporto avete coi vostri capelli in vacanza?
Li super curate oppure li lasciate wild e arrivate a fine vacanza che dovete tagliarli? Raccontatemi!

Review: Medì Cosmesi Mediterranea Olio Capelli Ristrutturante e Lucidante


La cura per i capelli quando si è al mare tra gli argomenti che più mi appassionano al mondo. Okay forse esagero però ecco, mi piace proprio.
Nel mio gruppo di amiche sono sempre stata quella che al mare ad ogni vacanza portava mille olii e spray, maschere ristrutturanti e così via.
Quest'anno la mia vacanza è stata più improvvisata del solito e non ci ho messo la solita organizzazione meticolosa.
Sono partita con unghie di mani e piedi di due colori diversi, rendiamoci conto.
L'unico prodotto per la cura dei capelli che mi sono portata è l'olio Medì, ristrutturante e lucidante -al momento in offerta  con uno sconto del dieci per cento come tutto il resto della linea-.
Packaging essenziale ma funzionale, come quello di tutti i prodotti che ho avuto modo di provare del brand.
Non nasce come un olio specifico per la protezione dei capelli per salsedine e così via ma secondo me funziona alla grande anche per questo scopo.
Ha sia olio di argan che qualche silicone MA prima che vi agitiate e vi facciate prendere dal panico delle talebane dell'ecobio riflettete.
Se seguite una routine per i capelli completamente bio è evidente che non vorrete usarlo ma se come me vivete in equilibrio tra prodotti super bio e ultimi ritrovati della scienza per me è perfetto, non vedo i siliconi come il demonio e anzi piastrando i capelli relativamente spesso lo trovo utile.
Il profumo di quest'olio è paradisiaco -floreale ma non troppo forte- e la consistenza perfetta: né troppo denso né troppo liquido.
L'ho utilizzato anche prima di partire come olio pre piega e mi è piaciuto molto.
Ne basta pochissimo per rendere i capelli profumati e morbidissimi e mi sembra aiuti anche a mantenerli districati.
Utilizzato al mare però ha dato il meglio di sé.
Quantità sicuramente maggiori e messo su tutte le lunghezze e usato come impacco per ore.
Mi rendo conto che una settimana di mare non sia un mese ma normalmente a fine giornata con gli spray normali protettivi sento comunque il bisogno di fare una bella maschera.
Con l'olio Medì niente di tutto ciò: nel lasso di tempo in cui si asciugavano all'aria dopo il bagno erano morbidissimi e lucidissimi, a fine giornata dopo la doccia perfetti.
Non ho grossi problemi di doppie punte quindi non saprei dirvi per quell'aspetto, però posso dirvi che li rende ancora più lucidi e morbidi di quanto i miei non siano già normalmente.
Insomma, per me prodotto super promosso.
Che rapporto avete coi vostri capelli in vacanza?
Li super curate oppure li lasciate wild e arrivate a fine vacanza che dovete tagliarli? Raccontatemi!

Eccoci qua, di nuovo a parlare di prodotti finiti.
Un'emozione incredibile, mi rendo conto. Però io sono felice di vedere le cose che finiscono anche se decisamente mi piacerebbe riuscire a terminare più makeup e meno prodotti per la cura di corpo, viso e capelli.
È anche vero che sto terminando anche cose che giacevano nel mio bagno da una vita quindi può andare.
Ho terminato uno shampoo Garnier Fructis all'Aloe Vera che non penso riprenderei, veramente poco degno di nota. 
Non lavava particolarmente bene e non li lasciava morbidi, preferisco decisamente altri prodotti.
Ho finito una crema viso idratante di Kaeso Beauty alla menta e cotone, lasciava la pelle sufficientemente idratata ma probabilmente non abbastanza per l'inverno, non la ricomprerei per questo periodo.
La mia amica Serena mi ha regalato una maschera doppia per la lotta ai pori, con una parte ad effetto caldo e uno freddo, la Where is Pore? di Caolion.
L'ho vista su Amazon ma al momento non  è disponibile ed è veramente un peccato. La pelle rimane liscissima, toglie punti neri, minimizza i pori, è un miracolo praticamente. La adoro!
Ho provato un sample di Lizzie di Lace Beauty, un detergente pazzesco. Mi ha incuriosita veramente tantissimo, quando finirò le varie scorte sarà sicuramente in pole position tra gli acquisti che voglio fare.
Da quando c'è stata la quarantena ho incominciato ad utilizzare veramente con costanza i prodotti per la cura del corpo.
Sono sempre stata molto pigra ma da quando ho iniziato a prendermi cura anche della pelle dopo il collo ecco, i risultati si notano decisamente.
Ho la pelle molto secca ma ormai sembra un ricordo, è veramente sempre morbidissima.
Ho riesumato dai miei cassetti uno scrub al caffè di Nacomi che sono veramente contenta di aver conservato finora.
È una bomba, lascia la pelle morbidissima e secondo me il potere rassodante (unito come sempre a una corretta alimentazione, movimento e tutto il resto) c'è.
Ha anche un profumo favoloso!
Sui vari siti ho visto che questo formato sembra non esserci più ma questo al caffè freddo sembra molto interessante.
Ho terminato un burro corpo della Cien al melone che avevo da fin troppo tempo ma che aveva una consistenza e un odore meravigliosi.
Ne bastava veramente pochissimo per idratare a fondo, mi è piaciuto tanto.
Una lozione per il corpo al latte miele firmato Jenny Estetica  è durato fin troppo poco per i miei gusti, mi piaceva così tanto che l'ho finito in pochissimo tempo.
Alto potere idratante, si assorbiva super in fretta. Fantastico!
Ho finito un burrocacao di Balea che ho amato, ve ne ho parlato qui.
Incredibilmente ho terminato uno degli ombretti in stick di Kiko, il numero 5. Valido fino alla fine e perfetto sia usato da solo che come base per gli ombretti in polvere.
Voi avete finito qualcosa ultimamente? Raccontatemi!

Empties! -67-


Eccoci qua, di nuovo a parlare di prodotti finiti.
Un'emozione incredibile, mi rendo conto. Però io sono felice di vedere le cose che finiscono anche se decisamente mi piacerebbe riuscire a terminare più makeup e meno prodotti per la cura di corpo, viso e capelli.
È anche vero che sto terminando anche cose che giacevano nel mio bagno da una vita quindi può andare.
Ho terminato uno shampoo Garnier Fructis all'Aloe Vera che non penso riprenderei, veramente poco degno di nota. 
Non lavava particolarmente bene e non li lasciava morbidi, preferisco decisamente altri prodotti.
Ho finito una crema viso idratante di Kaeso Beauty alla menta e cotone, lasciava la pelle sufficientemente idratata ma probabilmente non abbastanza per l'inverno, non la ricomprerei per questo periodo.
La mia amica Serena mi ha regalato una maschera doppia per la lotta ai pori, con una parte ad effetto caldo e uno freddo, la Where is Pore? di Caolion.
L'ho vista su Amazon ma al momento non  è disponibile ed è veramente un peccato. La pelle rimane liscissima, toglie punti neri, minimizza i pori, è un miracolo praticamente. La adoro!
Ho provato un sample di Lizzie di Lace Beauty, un detergente pazzesco. Mi ha incuriosita veramente tantissimo, quando finirò le varie scorte sarà sicuramente in pole position tra gli acquisti che voglio fare.
Da quando c'è stata la quarantena ho incominciato ad utilizzare veramente con costanza i prodotti per la cura del corpo.
Sono sempre stata molto pigra ma da quando ho iniziato a prendermi cura anche della pelle dopo il collo ecco, i risultati si notano decisamente.
Ho la pelle molto secca ma ormai sembra un ricordo, è veramente sempre morbidissima.
Ho riesumato dai miei cassetti uno scrub al caffè di Nacomi che sono veramente contenta di aver conservato finora.
È una bomba, lascia la pelle morbidissima e secondo me il potere rassodante (unito come sempre a una corretta alimentazione, movimento e tutto il resto) c'è.
Ha anche un profumo favoloso!
Sui vari siti ho visto che questo formato sembra non esserci più ma questo al caffè freddo sembra molto interessante.
Ho terminato un burro corpo della Cien al melone che avevo da fin troppo tempo ma che aveva una consistenza e un odore meravigliosi.
Ne bastava veramente pochissimo per idratare a fondo, mi è piaciuto tanto.
Una lozione per il corpo al latte miele firmato Jenny Estetica  è durato fin troppo poco per i miei gusti, mi piaceva così tanto che l'ho finito in pochissimo tempo.
Alto potere idratante, si assorbiva super in fretta. Fantastico!
Ho finito un burrocacao di Balea che ho amato, ve ne ho parlato qui.
Incredibilmente ho terminato uno degli ombretti in stick di Kiko, il numero 5. Valido fino alla fine e perfetto sia usato da solo che come base per gli ombretti in polvere.
Voi avete finito qualcosa ultimamente? Raccontatemi!

L’idea di uomo e donna ideali gira da sempre, dalle conversazioni tra amiche agli articoli di giornale alle liste sui social.

Chi sono io per non fare la lista di caratteristiche che deve avere il mio uomo ideale? 


  1. pazienza. Un uomo che perde subito le staffe non fa per me, sono ipersensibile e piango troppo facilmente
  2. voglia di insegnarmi a montare un mobile Ikea. Non voglio che lo faccia lui ma neanche voglio farlo da sola
  3. autonomia in cucina. Posso provare ad imparare a cucinare ma amico mio se ti aspetti che ti conquisti prendendoti per la gola non ci siamo
  4. con un’alimentazione simile alla mia, senza carne. Non mi disturba frequentare persone che la mangiano ma idealmente vorrei che la persona con cui sto avesse il mio stesso grado di sensibilità verso certe tematiche
  5. non troppo party animal. Sono tornata a casa a mezzanotte ieri e continuo a sbadigliare, se volesse uscire tutte le sere non ci vedremmo mai
  6. sportivo. Perché andare a fare il tifo durante le gare è una delle cose più belle che ci siano, fosse anche il torneo di bocce 
  7. con delle belle spalle. Scusate, non ho mai detto che questa lista sarebbe stata particolarmente profonda
  8. che capisca il mio senso dell’umorismo. Non necessariamente deve ridere alle mie battute perché ehi mica fanno ridere ma almeno che le capisca senza guardarmi confuso
  9. con la barba. Vedi punto 7. E poi accarezzare la barba dell’uomo che mi piace è uno dei miei hobby preferiti
  10. leale. Non parlo tanto dell’aspetto fedeltà (anche se l’unico uomo che mi ha tradita aveva una marea di altri difetti, coincidenze?) quanto più di una lealtà in generale dimostrata non solo nei miei confronti
  11. buon guidatore. Perché ho in programma molti road trip ma io voglio fare da navigatore e scegliere la musica
  12. non permaloso. Ci sono già io di permalosa, per esperienza se siamo in due è un loop di musi



Quindi ecco, se conoscete qualcuno che abbia queste caratteristiche vi giro il mio numero.

Il mio uomo ideale: a list


L’idea di uomo e donna ideali gira da sempre, dalle conversazioni tra amiche agli articoli di giornale alle liste sui social.

Chi sono io per non fare la lista di caratteristiche che deve avere il mio uomo ideale? 


  1. pazienza. Un uomo che perde subito le staffe non fa per me, sono ipersensibile e piango troppo facilmente
  2. voglia di insegnarmi a montare un mobile Ikea. Non voglio che lo faccia lui ma neanche voglio farlo da sola
  3. autonomia in cucina. Posso provare ad imparare a cucinare ma amico mio se ti aspetti che ti conquisti prendendoti per la gola non ci siamo
  4. con un’alimentazione simile alla mia, senza carne. Non mi disturba frequentare persone che la mangiano ma idealmente vorrei che la persona con cui sto avesse il mio stesso grado di sensibilità verso certe tematiche
  5. non troppo party animal. Sono tornata a casa a mezzanotte ieri e continuo a sbadigliare, se volesse uscire tutte le sere non ci vedremmo mai
  6. sportivo. Perché andare a fare il tifo durante le gare è una delle cose più belle che ci siano, fosse anche il torneo di bocce 
  7. con delle belle spalle. Scusate, non ho mai detto che questa lista sarebbe stata particolarmente profonda
  8. che capisca il mio senso dell’umorismo. Non necessariamente deve ridere alle mie battute perché ehi mica fanno ridere ma almeno che le capisca senza guardarmi confuso
  9. con la barba. Vedi punto 7. E poi accarezzare la barba dell’uomo che mi piace è uno dei miei hobby preferiti
  10. leale. Non parlo tanto dell’aspetto fedeltà (anche se l’unico uomo che mi ha tradita aveva una marea di altri difetti, coincidenze?) quanto più di una lealtà in generale dimostrata non solo nei miei confronti
  11. buon guidatore. Perché ho in programma molti road trip ma io voglio fare da navigatore e scegliere la musica
  12. non permaloso. Ci sono già io di permalosa, per esperienza se siamo in due è un loop di musi



Quindi ecco, se conoscete qualcuno che abbia queste caratteristiche vi giro il mio numero.

“We create a machine with intelligence and self-awareness and push it out into our imperfect world. Devised along generally rational lines, well disposed to others, such a mind soon finds itself in a hurricane of contradictions. We’ve lived with them and the list wearies us. Millions dying of diseases we know how to cure. Millions living in poverty when there’s enough to go around. We degrade the biosphere when we know it’s our only home. We threaten each other with nuclear weapons when we know where it could lead. We love living things but we permit a mass extinction of species. And all the rest – genocide, torture, enslavement, domestic murder, child abuse, school shootings, rape and scores of daily outrages.”

Machines like me di Ian McEwan.
I romanzi distopici mi piacciono sempre tantissimo e oggi vi parlo dell'ultimo che ho letto.
Ian McEwan è un autore che apprezzo moltissimo in generale, da Sabato ad Espiazione con altri romanzi in mezzo.
Machines like me è ambientato nell'Inghilterra del 1982 ma con un contesto storico molto diverso a quello che effettivamente si è verificato.
Le Falkland sono diventate Las Malvinas, Alan Turing è ancora vivo e l'innovazione tecnologica è arrivata ad un livello inimmaginabile per noi nel 2020.
Il protagonista Charlie ha una discreta cifra da parte che decide di investire nell'acquisto di uno dei primi robot che sembrano riprodurre quasi totalmente gli esseri umani.
Persone artificiali estremamente intelligenti -ovviamente-, a cui il proprietario può scegliere di dare una personalità definita scegliendone ogni caratteristica.
Non l'argomento più originale del mondo della fantascienza lo so benissimo ma uno che mi piace sempre moltissimo.
Lo sviluppo della trama è estremamente interessante, triangolo amoroso incluso, ma quel che più ho apprezzato sono delle riflessioni che ai  fini della storia servono relativamente.
Il ruolo della coscienza, la casualità nella storia, l'intelligenza artificiale. 
La capacità di McEwan di raccontare una storia è immensa, mi sono immersa nelle vite dei protagonisti con immenso piacere.
Mi è piaciuto molto immaginare un'Inghilterra diversa se solo alcune cose fossero andate diversamente e non vi nego che la presenza di Turing tra i personaggi è stata da me molto apprezzata.
Un romanzo cupo, molto intimo e riflessivo.
Avrei voluto approfondisse maggiormente alcune questioni legate ai protagonisti umani del romanzo ma mi rendo anche conto che non fosse proprio il punto della storia.
Lo posso considerare una lettura da vacanza nella misura in cui è così coinvolgente che avere diverse ore libere davanti per poterlo leggere tutto d'un fiato è la cosa migliore che si possa fare.

Books: Machines like me

“We create a machine with intelligence and self-awareness and push it out into our imperfect world. Devised along generally rational lines, well disposed to others, such a mind soon finds itself in a hurricane of contradictions. We’ve lived with them and the list wearies us. Millions dying of diseases we know how to cure. Millions living in poverty when there’s enough to go around. We degrade the biosphere when we know it’s our only home. We threaten each other with nuclear weapons when we know where it could lead. We love living things but we permit a mass extinction of species. And all the rest – genocide, torture, enslavement, domestic murder, child abuse, school shootings, rape and scores of daily outrages.”

Machines like me di Ian McEwan.
I romanzi distopici mi piacciono sempre tantissimo e oggi vi parlo dell'ultimo che ho letto.
Ian McEwan è un autore che apprezzo moltissimo in generale, da Sabato ad Espiazione con altri romanzi in mezzo.
Machines like me è ambientato nell'Inghilterra del 1982 ma con un contesto storico molto diverso a quello che effettivamente si è verificato.
Le Falkland sono diventate Las Malvinas, Alan Turing è ancora vivo e l'innovazione tecnologica è arrivata ad un livello inimmaginabile per noi nel 2020.
Il protagonista Charlie ha una discreta cifra da parte che decide di investire nell'acquisto di uno dei primi robot che sembrano riprodurre quasi totalmente gli esseri umani.
Persone artificiali estremamente intelligenti -ovviamente-, a cui il proprietario può scegliere di dare una personalità definita scegliendone ogni caratteristica.
Non l'argomento più originale del mondo della fantascienza lo so benissimo ma uno che mi piace sempre moltissimo.
Lo sviluppo della trama è estremamente interessante, triangolo amoroso incluso, ma quel che più ho apprezzato sono delle riflessioni che ai  fini della storia servono relativamente.
Il ruolo della coscienza, la casualità nella storia, l'intelligenza artificiale. 
La capacità di McEwan di raccontare una storia è immensa, mi sono immersa nelle vite dei protagonisti con immenso piacere.
Mi è piaciuto molto immaginare un'Inghilterra diversa se solo alcune cose fossero andate diversamente e non vi nego che la presenza di Turing tra i personaggi è stata da me molto apprezzata.
Un romanzo cupo, molto intimo e riflessivo.
Avrei voluto approfondisse maggiormente alcune questioni legate ai protagonisti umani del romanzo ma mi rendo anche conto che non fosse proprio il punto della storia.
Lo posso considerare una lettura da vacanza nella misura in cui è così coinvolgente che avere diverse ore libere davanti per poterlo leggere tutto d'un fiato è la cosa migliore che si possa fare.

La premessa a questo post è: io sono una persona fin troppo politically correct.
Penso delle cose orribili di cui mi vergogno? Mi succede, sì. Le dico ad alta voce? Praticamente mai.
Mi è spesso capitato di discutere con persone a cui voglio bene (mia mamma, per esempio) per queste cose perché odio che vengano espressi giudizi in modo affrettato su persone che non conosciamo, odio gli stereotipi su stazza, etnia e qualsiasi altro aspetto meramente superficiale.
Esagero perché non so farmi due risate? Boh, può darsi. Tendo a non ribattere a tono quando leggo o sento qualcosa che non i piace a meno che non venga da una persona che stimo e che ritengo sia migliore della stupidata detta.
La perplessità che vi esprimo oggi è la necessità di dare la propria opinione sempre e comunque, specie sui social.
Dico sui social perché tendenzialmente se sono al bar a mangiare una brioche non becco un estraneo che si sente libero di dirmi "eh, stai attenta perché ha tante calorie".
Succede invece che sono in Sicilia in vacanza e se metto una foto di una pizza mi arriva il commento "eh stai un po' esagerando eh?". Ora, aldilà dei miei disturbi alimentari e mentali, aldilà dell'effetto che possa avere un commento che sono sicura sia stato detto senza intenti negativi reali, aldilà del fatto che mi sono detta "cazzo ma ho mangiato insalata a tre quarti dei pasti, se metto una pizza devi rompermi i coglioni? ma anche se avessi mangiato solo arancini, devi rompermi i coglioni?" che senso ha?
Questo è veramente un esempio stupidissimo e mi rendo conto che se ha avuto un impatto così grande da pensarci ancora un tot di giorni dopo la "colpa" è mia e sono cose su cui devo lavorare su a prescindere.
Però io mi chiedo, senza rispondermi, perché sia così vitale dire sempre la propria e intromettersi anche in cose ben più private.
Senza andare nell'albo delle mega star mi capita di leggere commenti orrendi sotto a influencer che seguo, insinuazioni spiacevoli, giudizi su come si crescono i figli, commenti sul culo, sulle tette, su come si lavano i denti.
Mi piacerebbe credere che siano tutti pazzi e stronzi quelli che si lasciano andare a questi commenti però non mi sembra sia così.
Sono un'ipocrita perché comunque mi succede di pensare cose brutte e giudicare gli sconosciuti? Può darsi. Se ci fermassimo a riflettere sugli effetti di un commento detto a caso, di un giudizio fuori luogo, di un consiglio non richiesto forse sarebbe meglio.
Non abbiamo tutti la stessa sensibilità, lo capisco.
È così difficile però immaginare che non tutti siano forti e risolti come voi? Capire che a noi non costa niente tenere la bocca chiusa e le mani ferme?
Immagino che questa sia tutta una lamentela inutile, che tra mezz'ora riceverò l'ennesimo commento fuori luogo, che gli stupidi continueranno a insultare gli sconosciuti.
Mi sento meglio per aver scritto questo post? Non particolarmente, però neanche ho dato fastidio a nessuno. Win-win, no? 

Parlare più forte degli altri, il giudizio facile, altre noie


La premessa a questo post è: io sono una persona fin troppo politically correct.
Penso delle cose orribili di cui mi vergogno? Mi succede, sì. Le dico ad alta voce? Praticamente mai.
Mi è spesso capitato di discutere con persone a cui voglio bene (mia mamma, per esempio) per queste cose perché odio che vengano espressi giudizi in modo affrettato su persone che non conosciamo, odio gli stereotipi su stazza, etnia e qualsiasi altro aspetto meramente superficiale.
Esagero perché non so farmi due risate? Boh, può darsi. Tendo a non ribattere a tono quando leggo o sento qualcosa che non i piace a meno che non venga da una persona che stimo e che ritengo sia migliore della stupidata detta.
La perplessità che vi esprimo oggi è la necessità di dare la propria opinione sempre e comunque, specie sui social.
Dico sui social perché tendenzialmente se sono al bar a mangiare una brioche non becco un estraneo che si sente libero di dirmi "eh, stai attenta perché ha tante calorie".
Succede invece che sono in Sicilia in vacanza e se metto una foto di una pizza mi arriva il commento "eh stai un po' esagerando eh?". Ora, aldilà dei miei disturbi alimentari e mentali, aldilà dell'effetto che possa avere un commento che sono sicura sia stato detto senza intenti negativi reali, aldilà del fatto che mi sono detta "cazzo ma ho mangiato insalata a tre quarti dei pasti, se metto una pizza devi rompermi i coglioni? ma anche se avessi mangiato solo arancini, devi rompermi i coglioni?" che senso ha?
Questo è veramente un esempio stupidissimo e mi rendo conto che se ha avuto un impatto così grande da pensarci ancora un tot di giorni dopo la "colpa" è mia e sono cose su cui devo lavorare su a prescindere.
Però io mi chiedo, senza rispondermi, perché sia così vitale dire sempre la propria e intromettersi anche in cose ben più private.
Senza andare nell'albo delle mega star mi capita di leggere commenti orrendi sotto a influencer che seguo, insinuazioni spiacevoli, giudizi su come si crescono i figli, commenti sul culo, sulle tette, su come si lavano i denti.
Mi piacerebbe credere che siano tutti pazzi e stronzi quelli che si lasciano andare a questi commenti però non mi sembra sia così.
Sono un'ipocrita perché comunque mi succede di pensare cose brutte e giudicare gli sconosciuti? Può darsi. Se ci fermassimo a riflettere sugli effetti di un commento detto a caso, di un giudizio fuori luogo, di un consiglio non richiesto forse sarebbe meglio.
Non abbiamo tutti la stessa sensibilità, lo capisco.
È così difficile però immaginare che non tutti siano forti e risolti come voi? Capire che a noi non costa niente tenere la bocca chiusa e le mani ferme?
Immagino che questa sia tutta una lamentela inutile, che tra mezz'ora riceverò l'ennesimo commento fuori luogo, che gli stupidi continueranno a insultare gli sconosciuti.
Mi sento meglio per aver scritto questo post? Non particolarmente, però neanche ho dato fastidio a nessuno. Win-win, no? 


Sono passati tre anni da quando ho scritto un post sulle mie opinioni sulla chirurgia plastica, opinioni che a oggi continuo a sostenere.

In questi tre anni quello che è cambiato è il modo che hanno le persone di percepire la bellezza e cosa sono disposti a fare per ottenerla.

Continuo a sostenere che siamo tutti liberi di fare quel che vogliamo con la nostra faccia e con il nostro corpo, senza grandi limiti se non quelli autoimposti.

Mi fa impressione come l’età per sottoporsi a tanti trattamenti si abbassi sempre di più?

Sì, abbastanza. Principalmente perché penso che io ho cambiato idea così tante volte su quel che avrei voluto fare che boh, chissà se me l'avessero permesso a diciassette anni.

Mi rendo conto che ci sono mille cose che mi farei fare? Anche.

Un po’ è colpa di quei maledetti filtri instagram (i filtri che Federica chiama filtri truffa aggravata) che mi fanno venire complessi anche su quello che prima mi piaceva.

Pensavo di avere un naso carino ma da quando ho visto quanto è più carino più sottile insomma, forse vorrei un rinofiller.

Devo dire che razionalmente poi riesco a fermarmi e dirmi che no, non devo necessariamente stravolgermi i connotati per piacermi di più e che il problema non è quello.

Ci sono però delle cose che vorrei assolutamente fare? Sì! 

Il mio punto debole è sempre stato e sempre sarà la pancia, nonostante i tanti chili persi.

È per me una fonte di frustrazione enorme (sempre premettendo che sono problemi superficiali ecc. ecc.) e sto seriamente considerando di correggerla con degli aiuti esterni.

Nel mio lavoro ora ho avuto la possibilità di conoscere un professionista vero che mi  dà grandissima fiducia per come lavora e per come l’ho visto comportarsi in diverse situazioni.

Ho iniziato a seguire l’aspetto social della Clinica Doryan (per ogni follow un bacini in fronte a voi amici!) e mi sono innamorata dei lavori del Dottor Doria.

Prima ancora di ammirare i suoi prima e dopo favolosi ho avuto modo di apprezzare la sua etica nel mondo della bellezza.

Non vuole imporre uno standard né incoraggia i suoi pazienti a stravolgersi il volto, cerca realmente di aiutarli a trovare quello che più può renderli felici.

È una collaborazione di cui sono contenta e orgogliosa, per tanti motivi.

Con lui e il suo fantastico team ho avuto modo di sentir parlare di procedure molto meno invasive di quelle più conosciute (perlomeno da me!) e devo dire che mi sentirei anche più tranquilla a mettermi nelle mani di qualcuno che prima di tutto mi ascolta.

So che l’argomento della medicina estetica e della chirurgia plastica vi affascina molto, vorrei quindi parlarvene ancora in seguito -il mio sogno vero è di farvi vedere il mio prima e dopo della LESC- e far rispondere alle vostre curiosità sull’argomento dal Dottor Doria.

Qual è la vostra posizione sull’argomento? Vi fareste manipolare in mille modi diversi o naturali a tutti i costi?

Chirurgia, filtri instagram, Clinica Doryan e bla bla bla


Sono passati tre anni da quando ho scritto un post sulle mie opinioni sulla chirurgia plastica, opinioni che a oggi continuo a sostenere.

In questi tre anni quello che è cambiato è il modo che hanno le persone di percepire la bellezza e cosa sono disposti a fare per ottenerla.

Continuo a sostenere che siamo tutti liberi di fare quel che vogliamo con la nostra faccia e con il nostro corpo, senza grandi limiti se non quelli autoimposti.

Mi fa impressione come l’età per sottoporsi a tanti trattamenti si abbassi sempre di più?

Sì, abbastanza. Principalmente perché penso che io ho cambiato idea così tante volte su quel che avrei voluto fare che boh, chissà se me l'avessero permesso a diciassette anni.

Mi rendo conto che ci sono mille cose che mi farei fare? Anche.

Un po’ è colpa di quei maledetti filtri instagram (i filtri che Federica chiama filtri truffa aggravata) che mi fanno venire complessi anche su quello che prima mi piaceva.

Pensavo di avere un naso carino ma da quando ho visto quanto è più carino più sottile insomma, forse vorrei un rinofiller.

Devo dire che razionalmente poi riesco a fermarmi e dirmi che no, non devo necessariamente stravolgermi i connotati per piacermi di più e che il problema non è quello.

Ci sono però delle cose che vorrei assolutamente fare? Sì! 

Il mio punto debole è sempre stato e sempre sarà la pancia, nonostante i tanti chili persi.

È per me una fonte di frustrazione enorme (sempre premettendo che sono problemi superficiali ecc. ecc.) e sto seriamente considerando di correggerla con degli aiuti esterni.

Nel mio lavoro ora ho avuto la possibilità di conoscere un professionista vero che mi  dà grandissima fiducia per come lavora e per come l’ho visto comportarsi in diverse situazioni.

Ho iniziato a seguire l’aspetto social della Clinica Doryan (per ogni follow un bacini in fronte a voi amici!) e mi sono innamorata dei lavori del Dottor Doria.

Prima ancora di ammirare i suoi prima e dopo favolosi ho avuto modo di apprezzare la sua etica nel mondo della bellezza.

Non vuole imporre uno standard né incoraggia i suoi pazienti a stravolgersi il volto, cerca realmente di aiutarli a trovare quello che più può renderli felici.

È una collaborazione di cui sono contenta e orgogliosa, per tanti motivi.

Con lui e il suo fantastico team ho avuto modo di sentir parlare di procedure molto meno invasive di quelle più conosciute (perlomeno da me!) e devo dire che mi sentirei anche più tranquilla a mettermi nelle mani di qualcuno che prima di tutto mi ascolta.

So che l’argomento della medicina estetica e della chirurgia plastica vi affascina molto, vorrei quindi parlarvene ancora in seguito -il mio sogno vero è di farvi vedere il mio prima e dopo della LESC- e far rispondere alle vostre curiosità sull’argomento dal Dottor Doria.

Qual è la vostra posizione sull’argomento? Vi fareste manipolare in mille modi diversi o naturali a tutti i costi?




Sono scomparsa dal blog, lo so. 

Negli ultimi giorni prima di partire -mega spoiler, ah! - ero così stanca e esaurita da non riuscire a trasmettere nulla di positivo.

Non mi piace tendenzialmente scrivere quando non sto bene, a volte mi aiuta a sfogare ma altre mi sembra solo di riversare il male che ho dentro su chi mi legge e proprio non mi va.

Mentre scrivo è il venerdì del mio rientro a casa dopo sette giorni di vacanza e io sono seduta in un parrucchiere di Ortigia trovato un po’ per caso e un po’ grazie a una signora e mi sto beando di quanto bene ho vissuto in queste ultime ore.


Da quando sono partita le domande su instagram su: dove fossi, come fosse quel ristorante, dove alloggiassi, sono state innumerevoli.

Ho pensato quindi di scrivere un post riassuntivo per nominarvi alcuni dei posti che ho amato di più e raccontarvi qualcosa di questi giorni.

Premessa fondamentale: per questa vacanza ho avuto un supporto enorme nella scelta di dove stare, i migliori posti dove mangiare e mille altre cose dalla mia amica Federica e da suo marito Renni (oltre ad aver giocato con la loro meravigliosa bimba Vittoria e il loro cagnolino così brutto che diventa bello, Pollo). 

Lei è tra le persone migliori che io abbia mai avuto la fortuna di conoscere grazie al web ma mica solo per la guida vacanze.

Altra pemessa iiimportantissima: avevo bisogno di riposare e sono partita con un’amica in perfetta sintonia con il mio mood e non con particolare voglia di fare party.

Quindi non troverete in queste chiacchiere di oggi posti dove fare la famosa movida per intenderci.

Io posso dirvi però che questi giorni che ho passato in vacanza con e grazie a Francesca (mia anima gemella su ogni cosa) mi hanno rimessa al mondo quindi se fate un salto in zona io vi consiglierei davvero di provare almeno qualcuno dei miei suggerimenti.

Dove siamo state? Ad Ortigia! 

Ho avuto modo di visitare la Sicilia in diversi punti in passato (i lettori di vecchia data sanno che la mia mamma è siciliana) ma non ero mai stata in queste zone. Penso possa aver più senso passare magari un paio di giorni qui e poi girare data la posizione strategica ma come vi dicevo noi avevamo bisogno di riposare.









Prima di tutto, dove ho dormito.

Abbiamo avuto la possibilità di alloggiare in ben due delle suite di The Suites of the Royal Council, una più meravigliosa dell’altra.

La prima più piccola ma perfettamente attrezzata, un letto meraviglioso in cui ho dormito come non facevo da mesi e mesi (non esagero).

Doccia da favola e vista sul meraviglioso duomo di Ortigia.

La seconda suite è ancora più bella, benché io non lo ritenessi possibile. Dalla vista sul mare al divano così bello che lo vorrei in casa, è semplicemente perfetta.

È il tipo di camera che vorrei in viaggio di  nozze diciamo. Se mi sposassi. E se avessi un uomo da sposare.

Ci sono veramente tutti i comfort di cui potete avere bisogno, da un phon extra potente al bollitore Smeg per farvi la tisana (sì, l’ho bevuta anche con 34 gradi).

Queste suites sono vicinissime al Duomo e a due dei caffè dove mangiare delle granite favolose. Più strategico di così!


Per quanto riguarda il cibo non so dove partire, mi sembra di aver mangiato così tante cose buone che ho paura di dimenticarmene qualcuna.




Allora, partiamo dal più semplice. C’è un punto vendita CRAI (aspettate!) con una gastronomia interna che si chiama Gusto
 che fa delle insalate favolose. Non sono insalate normali, ci sono le olive siciliane, uno sgombro buonissimo, mille tipi di formaggi goduriosi. Oltre ad alcune proposte standard i due ragazzi al banco si sono sempre dimostrati fin troppo pazienti con la follia mia e di Francesca, creandoci delle meraviglie. Un giorno ho anche mangiato sempre lì un panino provola, pesto di pistacchio, pomodori secchi, melanzane arrosto e sgombro. Ci ho messo sei ore a digerirlo? Sì. Era la cosa più buona del mondo? Anche.

Mi rendo conto sia un suggerimento poco figo e fashion blogger ma oh io un’insalata così buona a 6,50 non l’ho mai mangiata nella vita.

Ho ricevuto dei commenti tipo “ah ma vai in Sicilia e mangi l’insalata” sì ragazzi, che se mangio solo cose pesanti una settimana passo i successivi tre mesi a fustigarmi, che è sbagliato ecc ecc ma di questo parliamo in un altro post.

E poi ci mangiano un sacco di operai e come mia mamma insegna, dove mangia la gente che lavora si mangia bene. 


In una traversa di Piazza Archimede (si dice traversa con le piazze? non so) c’è un posto che si chiama A Putia delle Cose Buone.

Estremamente colorato e allegro, è un piacere anche solo per gli occhi.

I piatti sono abbondanti, colorati e deliziosi. Dalle semplicissime bruschette al pomodoro al pesce spada passando per i primi che ho visto nei tavoli accanto, merita davvero una visita secondo me.


La mia pizza preferita è la pizza Norma. Ricotta salata, melanzane fritte: mi commuovo solo a pensarci. L’ho mangiata da Anima e Core e posso dirvi con tutta onestà che è veramente la migliore che io abbia mangiato nella vita. 

Sulla pizza di Francesca c’era una burrata fa vo lo sa, a conferma del loro intento di utilizzare ingredienti di alta qualità.

Prezzi molto onesti e personale gentile, consigliato.


Ora che sto scrivendo questo resoconto mi rendo conto di aver mangiato ben due pizze in una settimana, ricordatemelo quando mi lamenterò per la pancia. L’altra pizza in questione l’ho mangiata da Area M, un posto veramente meraviglioso direttamente vista mare.

Partiamo dal cibo. Ho mangiato una pizza che tra formaggio, zucchine e miele era sicuramente un bel po’ impegnativa però veramente tanto buona. Un impasto meno leggero di quello di Anima e Core ma comunque molto buono.

Ho avuto modo di vedere quel che proponeva anche la cucina e devo dire che c’erano diversi piatti molto sfiziosi.


Nota per noi amiche dell’instagram: nei bagni vengono delle foto pazzesche.


Una cena l’abbiamo passata da Ortigia Fish Bar e per alcune cose mi è piaciuto moltissimo ma per altre meno. Ho letteralmente adorato i peperoni arrosto e l’insalata di finocchi e arance. Meno feeling per i filetti di spatola che sono arrivati fritti e io non li aspettavo così ma hey, comunque non male.




Granite! Sotto casa avevamo sia il Caffè Artale (dove ho mangiato anche la meravigliosa brioche) che il Bar Marciante. Sono entrambi famosissimi e certamente li conoscete già almeno di nome.

Non mi sento all’altezza di decretare la migliore, erano entrambe così buone! Ne abbiamo mangiate un paio nel lido dove siamo state quasi ogni giorno, non sono sicura da che bar si fornissero ma so dirvi che erano deliziose. Favolosi anche i gelati Geryanna, ne vorrei uno al cocco ora immediatamente. 








Ho conservato l’eccellenza per ultima: Don Camillo. Ristorante che il 14 agosto festeggia i 35 anni e che ha rappresentato una delle esperienze culinarie più soddisfacenti della mia vita.

Una location curata ed elegante ma non fredda, un team accogliente ed attento.

Il mio entreé (per gli altri arancino liquido, doveva essere una cosa favolosa) con il pesce nonostante fosse previsto qualcos’altro, il pane fatto in casa buono come poche cose al mondo, una battuta di sgombro da commuoversi, il pesce spada più buono che abbia mai mangiato.

Un insieme di sapori e profumi perfettamente bilanciato e unico, da impazzirci.

Ma poi, i dolci? Io non impazzisco per i dolci, team salato da sempre. Mi sono però fatta tentare da questo tris di assaggi e oh amici come sono felice di averlo fatto.

Non mi fanno impazzire i dolci con la ricotta eppure quel mix di ricotta e pere era così buono che non escludo di essermi commossa.

Il tortino di pistacchio e cioccolato fondente, questa sorta di sacher ma mille volte più buona? Non so spiegarvelo davvero ma so che dovete provarlo. Mi ha fatta egualmente impazzire il gelato di arancia rossa e veramente non ci avrei mai scommesso.

Lo Chef Guarneri è un Maestro e sono molto felice di aver provato la sua cucina, ne ho tessuto le lodi a mia mamma che vuole trarre ispirazione per la sua di cucina, consapevole che sarà la versione più “casalinga”.


A metà tra il bere e il mangiare -almeno per l’esperienza che abbiamo avuto noi, poi ci si possono mangiare cose deliziose da quel che ho visto anche dalle storie di Fede- c’è l’Olivia Natural Bistrot. Ci abbiamo fatto un aperitivo il venerdì sera, giorno della settimana in cui organizzano un aperitivo gourmet veramente interessante. Le proposte del barman sono super intriganti, io mi sono limitata a qualcosa di analcolico perché veramente cotta dal viaggio di partenza ma raramente credo di aver bevuto un analcolico così buono. E il cibo? Dal fiore di zucca ripieno di ricotta alle chips di parmigiano, tutto buonissimo. Tra l’altro proposte tutte vegetariane, non avrei potuto chiedere di meglio.




Bere! Dalle stories di Federica e Renni vedevo sempre il Barcollo, ormai per me un punto di riferimento ad Ortigia pur non essendoci mai stata. Renni spesso fa il DJ durante delle serate e l’atmosfera mi è sempre sembrata molto bella, ero molto felice di andarci.

Location estiva pazzesca, accanto all’AreaM e quindi proprio sul mare. Siamo stati lì due volte, una in occasione di una serata rockabilly con una band dal vivo stupenda che ci avrebbe fatto ballare se ci fossimo trattenuti di più ma forse eravamo troppo stanchi chissà. Ora, i cocktail. Andrea è un barman pazzesco, ho bevuto un cocktail che si chiama Ionico così buono ma che non saprei nemmeno descrivervi, posso dirvi che è con gin e peperoncino e probabilmente polvere di fata. Drink presentati alla perfezione e tutti buonissimi, se vi piace sperimentare ve lo consiglio davvero. Vi dico solo che mi ha “convinta” a fare uno shot (rum e gelatina di cocco) per la prima volta dopo boh, sei anni. 







Avete voglia di un aperitivo durante il quale godervi il meraviglioso spettacolo del sole che tramonta nel mare?

La risposta è Mapè. Stessa proprietà della pizzeria Anima e Core di cui parlavo sopra e stessa professionalità.

Mettevi sui divanetti comodissimi, iniziate a guardare lo show del sole e lasciatevi coccolare. Io lì ho preso un bicchiere del mio vino preferito presa dall’emozione che ci fosse (il bianco di nera di Milazzo, legame indistruttibile con delle persone che amo tanto) e Francesca un drink frozen che sembrava dannatamente buono. Tra i vari taglieri di accompagnamento abbiamo scelto quello con la frutta e posso dire che non pensavo che della frutta tagliata potesse essere presentata in modo così carino. Consigliatissimo!


Okay ma il mare?

Il secondo giorno siamo stati nella riserva naturale del Plemmirio e veramente una pace indicibile. Era la mia prima volta sugli scogli ed ero un po’ timorosa ma è uno spettacolo così bello che sono felice di esserci stata.

La domenica eravamo consapevoli del fatto che ci sarebbe stato caos un po’ ovunque e quindi abbiamo optato per spostarci un po’ e andare a Noto, per l’esattezza al Lido Noto Beach.

Dico abbiamo ma la realtà è che Federica, Renni e Vittoria ci hanno portate a spasso viziandoci facendoci scoprire un posto stupendo dove verosimilmente noi non saremmo mai andate da sole essendo senza macchina.

Lettini che sono praticamente più comodi del mio matrimoniale, servizio impeccabile dal momento in cui ti portano l’acqua fresca nei secchielli di ghiaccio e lo shot di granita al limone alla discrezione con cui lo staff si assicura che il cliente sia a suo agio.

Lido perfetto, mare meraviglioso.






La maggior parte del tempo però l’abbiamo passato alle Terrazze di Nettuno, veramente a due passi da “casa”. 

Lettini comodi, scogli ma meno rischio che io mi ammazzassi con la mia goffaggine perché ci sono degli ottimi scalini, personale molto giovane ma molto gentile. 

Mi ci sono trovata veramente bene, se cercate il posto che spara la musica altissima e dove rimorchiare ecco ve lo sconsiglio. Musica indie italiana un po’ malinconica, età media altina quindi poco casino e ragazzi che assecondano il vostro desiderio di ghiaccio tritato? Siete nel posto giusto.



















Cosa si fa ad Ortigia? Come vi dicevo, noi non è che fossimo nel mood di esplorare ogni angolo. Sicuramente un peccato perché si poteva tranquillamente girare un po’ di più di quel che abbiamo fatto ma hey, il 2020 è stato un anno difficile finora.

Io quindi mi rendo conto di aver visto poco -oltre al meraviglioso Caravaggio che mi ha fatto fare un piantino, il Duomo e qualcosa visto quasi più per caso- ma quello che mi sento di dirvi è: camminate con gli occhi all’insù. 

Come dicevo prima, io la Sicilia l’ho girata un po’ ma nella mia esperienza un posto simile non esiste.

Ortigia è un luogo meraviglioso, ogni angolo è ricco di dettagli e magia. Si respira la sua storia ad ogni strada, ad ogni terrazzo decorato in maniera diversa. Camminate tanto, girate, osservate gli edifici, innamoratevi.


Sono sicura ci siano mille guide più efficaci su quel che si può fare, vedere e mangiare in queste zone. So però che per me è stata veramente la vacanza che anelavo da mesi e mesi, piena di attenzioni che neanche mi merito da persone a cui voglio molto bene, in cui ho dormito come non dormivo da un anno e durante la quale mi sono innamorata di un posto nuovo.


Ortigia: Eat, Sleep, Drink.




Sono scomparsa dal blog, lo so. 

Negli ultimi giorni prima di partire -mega spoiler, ah! - ero così stanca e esaurita da non riuscire a trasmettere nulla di positivo.

Non mi piace tendenzialmente scrivere quando non sto bene, a volte mi aiuta a sfogare ma altre mi sembra solo di riversare il male che ho dentro su chi mi legge e proprio non mi va.

Mentre scrivo è il venerdì del mio rientro a casa dopo sette giorni di vacanza e io sono seduta in un parrucchiere di Ortigia trovato un po’ per caso e un po’ grazie a una signora e mi sto beando di quanto bene ho vissuto in queste ultime ore.


Da quando sono partita le domande su instagram su: dove fossi, come fosse quel ristorante, dove alloggiassi, sono state innumerevoli.

Ho pensato quindi di scrivere un post riassuntivo per nominarvi alcuni dei posti che ho amato di più e raccontarvi qualcosa di questi giorni.

Premessa fondamentale: per questa vacanza ho avuto un supporto enorme nella scelta di dove stare, i migliori posti dove mangiare e mille altre cose dalla mia amica Federica e da suo marito Renni (oltre ad aver giocato con la loro meravigliosa bimba Vittoria e il loro cagnolino così brutto che diventa bello, Pollo). 

Lei è tra le persone migliori che io abbia mai avuto la fortuna di conoscere grazie al web ma mica solo per la guida vacanze.

Altra pemessa iiimportantissima: avevo bisogno di riposare e sono partita con un’amica in perfetta sintonia con il mio mood e non con particolare voglia di fare party.

Quindi non troverete in queste chiacchiere di oggi posti dove fare la famosa movida per intenderci.

Io posso dirvi però che questi giorni che ho passato in vacanza con e grazie a Francesca (mia anima gemella su ogni cosa) mi hanno rimessa al mondo quindi se fate un salto in zona io vi consiglierei davvero di provare almeno qualcuno dei miei suggerimenti.

Dove siamo state? Ad Ortigia! 

Ho avuto modo di visitare la Sicilia in diversi punti in passato (i lettori di vecchia data sanno che la mia mamma è siciliana) ma non ero mai stata in queste zone. Penso possa aver più senso passare magari un paio di giorni qui e poi girare data la posizione strategica ma come vi dicevo noi avevamo bisogno di riposare.









Prima di tutto, dove ho dormito.

Abbiamo avuto la possibilità di alloggiare in ben due delle suite di The Suites of the Royal Council, una più meravigliosa dell’altra.

La prima più piccola ma perfettamente attrezzata, un letto meraviglioso in cui ho dormito come non facevo da mesi e mesi (non esagero).

Doccia da favola e vista sul meraviglioso duomo di Ortigia.

La seconda suite è ancora più bella, benché io non lo ritenessi possibile. Dalla vista sul mare al divano così bello che lo vorrei in casa, è semplicemente perfetta.

È il tipo di camera che vorrei in viaggio di  nozze diciamo. Se mi sposassi. E se avessi un uomo da sposare.

Ci sono veramente tutti i comfort di cui potete avere bisogno, da un phon extra potente al bollitore Smeg per farvi la tisana (sì, l’ho bevuta anche con 34 gradi).

Queste suites sono vicinissime al Duomo e a due dei caffè dove mangiare delle granite favolose. Più strategico di così!


Per quanto riguarda il cibo non so dove partire, mi sembra di aver mangiato così tante cose buone che ho paura di dimenticarmene qualcuna.




Allora, partiamo dal più semplice. C’è un punto vendita CRAI (aspettate!) con una gastronomia interna che si chiama Gusto
 che fa delle insalate favolose. Non sono insalate normali, ci sono le olive siciliane, uno sgombro buonissimo, mille tipi di formaggi goduriosi. Oltre ad alcune proposte standard i due ragazzi al banco si sono sempre dimostrati fin troppo pazienti con la follia mia e di Francesca, creandoci delle meraviglie. Un giorno ho anche mangiato sempre lì un panino provola, pesto di pistacchio, pomodori secchi, melanzane arrosto e sgombro. Ci ho messo sei ore a digerirlo? Sì. Era la cosa più buona del mondo? Anche.

Mi rendo conto sia un suggerimento poco figo e fashion blogger ma oh io un’insalata così buona a 6,50 non l’ho mai mangiata nella vita.

Ho ricevuto dei commenti tipo “ah ma vai in Sicilia e mangi l’insalata” sì ragazzi, che se mangio solo cose pesanti una settimana passo i successivi tre mesi a fustigarmi, che è sbagliato ecc ecc ma di questo parliamo in un altro post.

E poi ci mangiano un sacco di operai e come mia mamma insegna, dove mangia la gente che lavora si mangia bene. 


In una traversa di Piazza Archimede (si dice traversa con le piazze? non so) c’è un posto che si chiama A Putia delle Cose Buone.

Estremamente colorato e allegro, è un piacere anche solo per gli occhi.

I piatti sono abbondanti, colorati e deliziosi. Dalle semplicissime bruschette al pomodoro al pesce spada passando per i primi che ho visto nei tavoli accanto, merita davvero una visita secondo me.


La mia pizza preferita è la pizza Norma. Ricotta salata, melanzane fritte: mi commuovo solo a pensarci. L’ho mangiata da Anima e Core e posso dirvi con tutta onestà che è veramente la migliore che io abbia mangiato nella vita. 

Sulla pizza di Francesca c’era una burrata fa vo lo sa, a conferma del loro intento di utilizzare ingredienti di alta qualità.

Prezzi molto onesti e personale gentile, consigliato.


Ora che sto scrivendo questo resoconto mi rendo conto di aver mangiato ben due pizze in una settimana, ricordatemelo quando mi lamenterò per la pancia. L’altra pizza in questione l’ho mangiata da Area M, un posto veramente meraviglioso direttamente vista mare.

Partiamo dal cibo. Ho mangiato una pizza che tra formaggio, zucchine e miele era sicuramente un bel po’ impegnativa però veramente tanto buona. Un impasto meno leggero di quello di Anima e Core ma comunque molto buono.

Ho avuto modo di vedere quel che proponeva anche la cucina e devo dire che c’erano diversi piatti molto sfiziosi.


Nota per noi amiche dell’instagram: nei bagni vengono delle foto pazzesche.


Una cena l’abbiamo passata da Ortigia Fish Bar e per alcune cose mi è piaciuto moltissimo ma per altre meno. Ho letteralmente adorato i peperoni arrosto e l’insalata di finocchi e arance. Meno feeling per i filetti di spatola che sono arrivati fritti e io non li aspettavo così ma hey, comunque non male.




Granite! Sotto casa avevamo sia il Caffè Artale (dove ho mangiato anche la meravigliosa brioche) che il Bar Marciante. Sono entrambi famosissimi e certamente li conoscete già almeno di nome.

Non mi sento all’altezza di decretare la migliore, erano entrambe così buone! Ne abbiamo mangiate un paio nel lido dove siamo state quasi ogni giorno, non sono sicura da che bar si fornissero ma so dirvi che erano deliziose. Favolosi anche i gelati Geryanna, ne vorrei uno al cocco ora immediatamente. 








Ho conservato l’eccellenza per ultima: Don Camillo. Ristorante che il 14 agosto festeggia i 35 anni e che ha rappresentato una delle esperienze culinarie più soddisfacenti della mia vita.

Una location curata ed elegante ma non fredda, un team accogliente ed attento.

Il mio entreé (per gli altri arancino liquido, doveva essere una cosa favolosa) con il pesce nonostante fosse previsto qualcos’altro, il pane fatto in casa buono come poche cose al mondo, una battuta di sgombro da commuoversi, il pesce spada più buono che abbia mai mangiato.

Un insieme di sapori e profumi perfettamente bilanciato e unico, da impazzirci.

Ma poi, i dolci? Io non impazzisco per i dolci, team salato da sempre. Mi sono però fatta tentare da questo tris di assaggi e oh amici come sono felice di averlo fatto.

Non mi fanno impazzire i dolci con la ricotta eppure quel mix di ricotta e pere era così buono che non escludo di essermi commossa.

Il tortino di pistacchio e cioccolato fondente, questa sorta di sacher ma mille volte più buona? Non so spiegarvelo davvero ma so che dovete provarlo. Mi ha fatta egualmente impazzire il gelato di arancia rossa e veramente non ci avrei mai scommesso.

Lo Chef Guarneri è un Maestro e sono molto felice di aver provato la sua cucina, ne ho tessuto le lodi a mia mamma che vuole trarre ispirazione per la sua di cucina, consapevole che sarà la versione più “casalinga”.


A metà tra il bere e il mangiare -almeno per l’esperienza che abbiamo avuto noi, poi ci si possono mangiare cose deliziose da quel che ho visto anche dalle storie di Fede- c’è l’Olivia Natural Bistrot. Ci abbiamo fatto un aperitivo il venerdì sera, giorno della settimana in cui organizzano un aperitivo gourmet veramente interessante. Le proposte del barman sono super intriganti, io mi sono limitata a qualcosa di analcolico perché veramente cotta dal viaggio di partenza ma raramente credo di aver bevuto un analcolico così buono. E il cibo? Dal fiore di zucca ripieno di ricotta alle chips di parmigiano, tutto buonissimo. Tra l’altro proposte tutte vegetariane, non avrei potuto chiedere di meglio.




Bere! Dalle stories di Federica e Renni vedevo sempre il Barcollo, ormai per me un punto di riferimento ad Ortigia pur non essendoci mai stata. Renni spesso fa il DJ durante delle serate e l’atmosfera mi è sempre sembrata molto bella, ero molto felice di andarci.

Location estiva pazzesca, accanto all’AreaM e quindi proprio sul mare. Siamo stati lì due volte, una in occasione di una serata rockabilly con una band dal vivo stupenda che ci avrebbe fatto ballare se ci fossimo trattenuti di più ma forse eravamo troppo stanchi chissà. Ora, i cocktail. Andrea è un barman pazzesco, ho bevuto un cocktail che si chiama Ionico così buono ma che non saprei nemmeno descrivervi, posso dirvi che è con gin e peperoncino e probabilmente polvere di fata. Drink presentati alla perfezione e tutti buonissimi, se vi piace sperimentare ve lo consiglio davvero. Vi dico solo che mi ha “convinta” a fare uno shot (rum e gelatina di cocco) per la prima volta dopo boh, sei anni. 







Avete voglia di un aperitivo durante il quale godervi il meraviglioso spettacolo del sole che tramonta nel mare?

La risposta è Mapè. Stessa proprietà della pizzeria Anima e Core di cui parlavo sopra e stessa professionalità.

Mettevi sui divanetti comodissimi, iniziate a guardare lo show del sole e lasciatevi coccolare. Io lì ho preso un bicchiere del mio vino preferito presa dall’emozione che ci fosse (il bianco di nera di Milazzo, legame indistruttibile con delle persone che amo tanto) e Francesca un drink frozen che sembrava dannatamente buono. Tra i vari taglieri di accompagnamento abbiamo scelto quello con la frutta e posso dire che non pensavo che della frutta tagliata potesse essere presentata in modo così carino. Consigliatissimo!


Okay ma il mare?

Il secondo giorno siamo stati nella riserva naturale del Plemmirio e veramente una pace indicibile. Era la mia prima volta sugli scogli ed ero un po’ timorosa ma è uno spettacolo così bello che sono felice di esserci stata.

La domenica eravamo consapevoli del fatto che ci sarebbe stato caos un po’ ovunque e quindi abbiamo optato per spostarci un po’ e andare a Noto, per l’esattezza al Lido Noto Beach.

Dico abbiamo ma la realtà è che Federica, Renni e Vittoria ci hanno portate a spasso viziandoci facendoci scoprire un posto stupendo dove verosimilmente noi non saremmo mai andate da sole essendo senza macchina.

Lettini che sono praticamente più comodi del mio matrimoniale, servizio impeccabile dal momento in cui ti portano l’acqua fresca nei secchielli di ghiaccio e lo shot di granita al limone alla discrezione con cui lo staff si assicura che il cliente sia a suo agio.

Lido perfetto, mare meraviglioso.






La maggior parte del tempo però l’abbiamo passato alle Terrazze di Nettuno, veramente a due passi da “casa”. 

Lettini comodi, scogli ma meno rischio che io mi ammazzassi con la mia goffaggine perché ci sono degli ottimi scalini, personale molto giovane ma molto gentile. 

Mi ci sono trovata veramente bene, se cercate il posto che spara la musica altissima e dove rimorchiare ecco ve lo sconsiglio. Musica indie italiana un po’ malinconica, età media altina quindi poco casino e ragazzi che assecondano il vostro desiderio di ghiaccio tritato? Siete nel posto giusto.



















Cosa si fa ad Ortigia? Come vi dicevo, noi non è che fossimo nel mood di esplorare ogni angolo. Sicuramente un peccato perché si poteva tranquillamente girare un po’ di più di quel che abbiamo fatto ma hey, il 2020 è stato un anno difficile finora.

Io quindi mi rendo conto di aver visto poco -oltre al meraviglioso Caravaggio che mi ha fatto fare un piantino, il Duomo e qualcosa visto quasi più per caso- ma quello che mi sento di dirvi è: camminate con gli occhi all’insù. 

Come dicevo prima, io la Sicilia l’ho girata un po’ ma nella mia esperienza un posto simile non esiste.

Ortigia è un luogo meraviglioso, ogni angolo è ricco di dettagli e magia. Si respira la sua storia ad ogni strada, ad ogni terrazzo decorato in maniera diversa. Camminate tanto, girate, osservate gli edifici, innamoratevi.


Sono sicura ci siano mille guide più efficaci su quel che si può fare, vedere e mangiare in queste zone. So però che per me è stata veramente la vacanza che anelavo da mesi e mesi, piena di attenzioni che neanche mi merito da persone a cui voglio molto bene, in cui ho dormito come non dormivo da un anno e durante la quale mi sono innamorata di un posto nuovo.