Io non lo so quando sono diventata vecchia ma uno degli indicatori è stato sicuramente lo smettere di mettere smalti che non fossero rossi, nude o neri.
Tra questi tre l'ordine di preferenza è: nude, nero, rosso. Una noia mortale, me ne rendo conto.
Probabilmente questa scelta è influenzata anche dal fatto che per me avere le mani in ordine è indispensabile, non vi racconto di tutte le volte che sono tornata in casa a sistemarmelo o di quelle in cui ho chiesto a delle clienti se avessero un acetone perché probabilmente vi spaventereste.

Alla Ricerca del Nude Perfetto: Max Factor Glossfinity in Desert Sand



Io non lo so quando sono diventata vecchia ma uno degli indicatori è stato sicuramente lo smettere di mettere smalti che non fossero rossi, nude o neri.
Tra questi tre l'ordine di preferenza è: nude, nero, rosso. Una noia mortale, me ne rendo conto.
Probabilmente questa scelta è influenzata anche dal fatto che per me avere le mani in ordine è indispensabile, non vi racconto di tutte le volte che sono tornata in casa a sistemarmelo o di quelle in cui ho chiesto a delle clienti se avessero un acetone perché probabilmente vi spaventereste.



L'otto dicembre duemila e quattordici io, mio fratello  e mia nipote siamo andati al canile di Levate. Siamo tornati a casa con una palla di pelo che puzzava di gorgonzola e muffa.
Adottarlo è stato un percorso non immediato, cercavo un cagnolino da tempo ma sembrava che tutti gli annunci di adozione portassero a un vicolo cieco. Tra chi non mi rispondeva a chi mi diceva che ero troppo lontana da dove era il cane e che neanche se avessi coperto i costi del trasporto mi avrebbero potuta aiutare.
So assolutamente che non tutte le associazioni funzionano così e ho avuto esperienza indiretta con I Miaonati di Pesaro che si occupano sia di gatti che di cani in maniera eccellente.
Digressioni sul mondo delle associazioni in Italia a parte: otto dicembre.

Vuoi un cane? Pensaci bene.




L'otto dicembre duemila e quattordici io, mio fratello  e mia nipote siamo andati al canile di Levate. Siamo tornati a casa con una palla di pelo che puzzava di gorgonzola e muffa.
Adottarlo è stato un percorso non immediato, cercavo un cagnolino da tempo ma sembrava che tutti gli annunci di adozione portassero a un vicolo cieco. Tra chi non mi rispondeva a chi mi diceva che ero troppo lontana da dove era il cane e che neanche se avessi coperto i costi del trasporto mi avrebbero potuta aiutare.
So assolutamente che non tutte le associazioni funzionano così e ho avuto esperienza indiretta con I Miaonati di Pesaro che si occupano sia di gatti che di cani in maniera eccellente.
Digressioni sul mondo delle associazioni in Italia a parte: otto dicembre.




Non guardavo quasi mai con attenzione le nuove uscite di Essence quando mi arrivava il comunicato stampa devo ammettere.
Ora che per qualche motivo non mi arriva più ho ripreso interesse per questo marchio super low cost e nei mesi mi è capitato di comprare qualcosa.
Un po' perché il mio budget per le cose frivole si è decisamente ridotto rispetto al passato, un po' perché in Svizzera gli stand sono sempre puliti e in ordine quindi la voglia di acquistare sicuramente aumenta.
Quando tra le novità ho visto questi balsami labbra -il mio alla foglia di ginko, uno alla ciliegia e uno all'olio di riso- ho prima pensato "che carini!" e dopo "Suhrya hai mille burrocacao datti una calmata".
Vi state chiedendo perché poi l'ho comprato lo so, giuro che ho una spiegazione valida.

Review: Essence My Beauty Lip Ritual Repairing Balm with Ginko Leaf Extract




Non guardavo quasi mai con attenzione le nuove uscite di Essence quando mi arrivava il comunicato stampa devo ammettere.
Ora che per qualche motivo non mi arriva più ho ripreso interesse per questo marchio super low cost e nei mesi mi è capitato di comprare qualcosa.
Un po' perché il mio budget per le cose frivole si è decisamente ridotto rispetto al passato, un po' perché in Svizzera gli stand sono sempre puliti e in ordine quindi la voglia di acquistare sicuramente aumenta.
Quando tra le novità ho visto questi balsami labbra -il mio alla foglia di ginko, uno alla ciliegia e uno all'olio di riso- ho prima pensato "che carini!" e dopo "Suhrya hai mille burrocacao datti una calmata".
Vi state chiedendo perché poi l'ho comprato lo so, giuro che ho una spiegazione valida.

Che io sia single e che l'unico uomo della mia vita sia in realtà il mio cane non è una novità se mi seguite da un po'. La domanda è: perché? Ci sono moltissimi motivi in realtà ma oggi mi limito a dirvene ventotto perché è la mia età e perché è un bel numero.

28 Motivi Per Cui Sono Single


Che io sia single e che l'unico uomo della mia vita sia in realtà il mio cane non è una novità se mi seguite da un po'. La domanda è: perché? Ci sono moltissimi motivi in realtà ma oggi mi limito a dirvene ventotto perché è la mia età e perché è un bel numero.

Io i messaggi privati degli sconosciuti sui social li apro e li leggo. Ho tolto per un po' la possibilità di scrivermi in privato perché ero in un periodo particolarmente infastidita dalla vita. Poi però l'ho riaperta e sono felice di averlo fatto perché se no mi sarei persa persone che sono felicissima invece di aver conosciuto.
Dare la possibilità a chiunque di contattarti quando ci sono più di venti persone che ti seguono è rischioso, per chiunque. Oggi vi parlo di come reagisco io e mi spiegate dove sbaglio perché se in generale non ho nulla da insegnare a nessuno in questo caso ancora meno.

Slide in the Dms: approcci non richiesti e come (non) gestirli.

Io i messaggi privati degli sconosciuti sui social li apro e li leggo. Ho tolto per un po' la possibilità di scrivermi in privato perché ero in un periodo particolarmente infastidita dalla vita. Poi però l'ho riaperta e sono felice di averlo fatto perché se no mi sarei persa persone che sono felicissima invece di aver conosciuto.
Dare la possibilità a chiunque di contattarti quando ci sono più di venti persone che ti seguono è rischioso, per chiunque. Oggi vi parlo di come reagisco io e mi spiegate dove sbaglio perché se in generale non ho nulla da insegnare a nessuno in questo caso ancora meno.



Non ho viaggiato tanto durante la mia vita  adulta.
Posso fare svariati check a una lista immaginaria se conto le mille volte che sono stata negli stessi posti ma ecco non penso valga.
Uno dei buoni propositi se non per il 2020 per la vita in generale è quello di viaggiare di più.
Le mie ispirazioni più grandi per mete che non avrei mai preso in considerazione arrivano dalle storie instagram di Sara Caulfield anche se spesso mi fa morire di ansia e guardo con un occhio chiuso sperando che non si cacci in situazioni troppo pericolose. Trovate qui il suo blog, vi consiglio di leggere almeno i post sulla Corea del Nord perché sono decisamente molto interessanti.
Sulle mete di Sara posso andare avanti a sognare a lungo il sabato mattina quando mi sveglio e lei ha già scalato delle montagne, intanto vi condivido i posti che a breve vorrei vedere io.
Ci riuscirò? Chi può dirlo!

Wishlist: Travels




Non ho viaggiato tanto durante la mia vita  adulta.
Posso fare svariati check a una lista immaginaria se conto le mille volte che sono stata negli stessi posti ma ecco non penso valga.
Uno dei buoni propositi se non per il 2020 per la vita in generale è quello di viaggiare di più.
Le mie ispirazioni più grandi per mete che non avrei mai preso in considerazione arrivano dalle storie instagram di Sara Caulfield anche se spesso mi fa morire di ansia e guardo con un occhio chiuso sperando che non si cacci in situazioni troppo pericolose. Trovate qui il suo blog, vi consiglio di leggere almeno i post sulla Corea del Nord perché sono decisamente molto interessanti.
Sulle mete di Sara posso andare avanti a sognare a lungo il sabato mattina quando mi sveglio e lei ha già scalato delle montagne, intanto vi condivido i posti che a breve vorrei vedere io.
Ci riuscirò? Chi può dirlo!
grazie Ema per la foto!
Chissà come si è sentito il primo utente ad innamorarsi della Naked di Urban Decay o del Double Wear di Estée Lauder. Ci sono dei prodotti che diventano dei veri e propri cult nella beauty community e sono poi così famosi da andare oltre alla nicchia di noi pazze per i rossetti e che vengono usati anche dalle persone normali.
Ecco, la Perfect Skin Mask ha tutto il potenziale di diventare uno di quei prodotti.

Review: UpLifting Regeneration Care Perfect Skin Mask

grazie Ema per la foto!
Chissà come si è sentito il primo utente ad innamorarsi della Naked di Urban Decay o del Double Wear di Estée Lauder. Ci sono dei prodotti che diventano dei veri e propri cult nella beauty community e sono poi così famosi da andare oltre alla nicchia di noi pazze per i rossetti e che vengono usati anche dalle persone normali.
Ecco, la Perfect Skin Mask ha tutto il potenziale di diventare uno di quei prodotti.
Nei commenti al post sul primo appuntamento mi è stato chiesto cosa intendessi per allontanare le amicizie tossiche. Semplicemente 
Non sono qualificata per parlare di narcisismo, co-dipendenza e tante altre cose. Sono, però, stata vittima più che di persone con queste caratteristiche di me stessa e del mio atteggiamento non adeguato in risposta ai loro atteggiamenti.
Ora, non so voi, ma io quando vedo qualcuno che conosco ferito con le stesse modalità che qualcun altro ha usato per far del male a me vorrei tanto prenderli per mano e portarli via.
Il post di oggi non è un'analisi psicologica di comportamenti patologici, è semplicemente il racconto di alcune misure che io ho adottato per proteggermi e che mi sento di condividere con voi.
Attenzione anche a etichettare qualsiasi atteggiamento non ci piaccia come patologico -specialmente se non abbiamo le competenze per farlo- non è proprio sempre così ecco.
Io vi parlo più che di chi ha effettivamente un disturbo della personalità di chi ha un ego enorme che anche se non è una patologia rompe a sufficienza le palle.
Non possiamo pretendere che gli altri ci rispettino (anche se dovrebbe essere la base di qualsiasi rapporto umano, me ne rendo conto) ma possiamo avere controllo di come ci comportiamo e delle misure che adottiamo per proteggerci.

Come gestire delle persone che hanno più ego che capelli.

Nei commenti al post sul primo appuntamento mi è stato chiesto cosa intendessi per allontanare le amicizie tossiche. Semplicemente 
Non sono qualificata per parlare di narcisismo, co-dipendenza e tante altre cose. Sono, però, stata vittima più che di persone con queste caratteristiche di me stessa e del mio atteggiamento non adeguato in risposta ai loro atteggiamenti.
Ora, non so voi, ma io quando vedo qualcuno che conosco ferito con le stesse modalità che qualcun altro ha usato per far del male a me vorrei tanto prenderli per mano e portarli via.
Il post di oggi non è un'analisi psicologica di comportamenti patologici, è semplicemente il racconto di alcune misure che io ho adottato per proteggermi e che mi sento di condividere con voi.
Attenzione anche a etichettare qualsiasi atteggiamento non ci piaccia come patologico -specialmente se non abbiamo le competenze per farlo- non è proprio sempre così ecco.
Io vi parlo più che di chi ha effettivamente un disturbo della personalità di chi ha un ego enorme che anche se non è una patologia rompe a sufficienza le palle.
Non possiamo pretendere che gli altri ci rispettino (anche se dovrebbe essere la base di qualsiasi rapporto umano, me ne rendo conto) ma possiamo avere controllo di come ci comportiamo e delle misure che adottiamo per proteggerci.

L'eyeliner è tra i primi elementi del makeup che ho iniziato ad utilizzare in modo improprio. Non ho certamente la mano più ferma ed esperta del mondo ora, figuriamoci quando avevo appena iniziato a truccarmi e lo facevo prima di andare a scuola.
Con gli anni ho imparato a metterlo un po' meglio. 
Ci sono moltissimi formati di eyeliner ma il mio preferito rimane quello in penna. Per un periodo mi sono trovata particolarmente bene con quelli in gel ma quelli in penna sono comunque più comodi per me.
Oggi vi parlo del Serial Liner di Nabla Cosmetics.

Review: Nabla Cosmetics Serial Liner


L'eyeliner è tra i primi elementi del makeup che ho iniziato ad utilizzare in modo improprio. Non ho certamente la mano più ferma ed esperta del mondo ora, figuriamoci quando avevo appena iniziato a truccarmi e lo facevo prima di andare a scuola.
Con gli anni ho imparato a metterlo un po' meglio. 
Ci sono moltissimi formati di eyeliner ma il mio preferito rimane quello in penna. Per un periodo mi sono trovata particolarmente bene con quelli in gel ma quelli in penna sono comunque più comodi per me.
Oggi vi parlo del Serial Liner di Nabla Cosmetics.




È un periodo molto difficile. Vorrei dire che è un periodo di merda ma poi mi sento in colpa perché lo so che la cosa più importante è la salute e lo so che fino a che stiamo tutti più o meno bene va tutto a posto.
Il fatto è che è un periodo difficile da tanto tempo e io sono molto stanca.

Mettere il siero viso non salva la tua vita ma forse un po’ il tuo cuore sì: storia della buonanotte.





È un periodo molto difficile. Vorrei dire che è un periodo di merda ma poi mi sento in colpa perché lo so che la cosa più importante è la salute e lo so che fino a che stiamo tutti più o meno bene va tutto a posto.
Il fatto è che è un periodo difficile da tanto tempo e io sono molto stanca.

Sono passati quattro anni da quando ho scritto il mio primo post sul fitbit, lo trovate qui.
Non so quanti di voi lo usino, devo dire che mi capita sempre più spesso di vedere persone vicino a me che ce l'hanno.
Uno dei suoi più grandi meriti sicuramente è quello di essere resistente, io l'estate 2016 ho spaccato il Charge 2 perché sono stupida e l'ho usato per nuotare senza ricordarmi di toglierlo ma l'ho ricomprato al mio rientro e ancora resiste.
Forse voi lo date per scontato ma la mia percentuale di distruzione di oggetti tecnologici è veramente molto alta quindi apprezzo tanto.
Avevamo bisogno di una serie di riflessioni aggiornate? Probabilmente no ma troppo tardi, eccoci qua.

Walk that Walk: Io e il mio fitbit dopo cinque anni insieme.


Sono passati quattro anni da quando ho scritto il mio primo post sul fitbit, lo trovate qui.
Non so quanti di voi lo usino, devo dire che mi capita sempre più spesso di vedere persone vicino a me che ce l'hanno.
Uno dei suoi più grandi meriti sicuramente è quello di essere resistente, io l'estate 2016 ho spaccato il Charge 2 perché sono stupida e l'ho usato per nuotare senza ricordarmi di toglierlo ma l'ho ricomprato al mio rientro e ancora resiste.
Forse voi lo date per scontato ma la mia percentuale di distruzione di oggetti tecnologici è veramente molto alta quindi apprezzo tanto.
Avevamo bisogno di una serie di riflessioni aggiornate? Probabilmente no ma troppo tardi, eccoci qua.

Nel lontano 2012 scrivevo una semi recensione su una matita della linea Long Lasting Eye Pencil di Essence, in particolare sulla colorazione Almost Famous.
Sono piuttosto certa di aver iniziato ad utilizzare anche quella nera -di cui vi parlo nel dettaglio oggi-, la Black Fever.
Potete quindi immaginare che la mia opinione sia positiva se otto anni dopo sono ancora qua a parlarne. Grande spoiler, lo so.

Review: Essence Long Lasting Eye Pencil in Black Fever


Nel lontano 2012 scrivevo una semi recensione su una matita della linea Long Lasting Eye Pencil di Essence, in particolare sulla colorazione Almost Famous.
Sono piuttosto certa di aver iniziato ad utilizzare anche quella nera -di cui vi parlo nel dettaglio oggi-, la Black Fever.
Potete quindi immaginare che la mia opinione sia positiva se otto anni dopo sono ancora qua a parlarne. Grande spoiler, lo so.




Il post di oggi se non avete visto Bojack Horseman non vi interesserà, vi chiedo scusa.
Non ci saranno spoiler per il finale di Bojack, è troppo presto e siamo ancora tutti troppo fragili. Ci saranno probabilmente altri spoiler quindi ecco tenetevi lontano se pensate di vederlo in un futuro. 
C’è questo account instagram a cui sono estremamente affezionata che ha lanciato un’iniziativa che si chiama letters to Bojack, in cui gli spettatori raccontano cos’hanno amato dello show ma anche molto altro -progetto che trovate qui-.
Io ho pensato di scriverla qui oltre che  a condividerla con lei perché so che diverse persone che mi leggono l’hanno seguito e quindi eccoci qui.
Se cercate risposte sul perché un cartone con protagonista un cavallo alcolizzato ex star di uno show molto famoso negli anni novanta sia così famoso non le troverete qui, per quello dovete cercare fonti più autorevoli.

Caro BoJack,
mi dispiace. Mi dispiace che tu abbia sofferto così tanto. Mi dispiace che tu abbia avuto questa infanzia devastante, soffro per ogni parola brutta che ti ha detto tua madre, per ogni volta in cui ti sei sentito trascurato da tuo padre.
Ti ho visto fare tanti errori, ferire gli altri che non se lo meritavano, ripetere comportamenti autodistruttivi in un loop di dolore. 
Ti ho anche visto lottare disperatamente per non essere più quello che sei, per essere migliore.
Hai cercato di essere un fratello maggiore per Hollyhock, nonostante tu non abbia avuto nessuna figura guida nella tua vita. 
Hai lasciato che Princess Carolyne trovasse la sua felicità, nonostante fosse più facile -benché egoista- tenerla in un limbo di dipendenza da te. 
Hai imparato ad essere un amico con Mr. Peanutbutter, concedendogli il suo crossover episode. Hai ascoltato almeno una delle idee folli di Todd anche se hai rovinato la sua rock opera.
Hai amato Diane, a modo tuo.
Hai fatto del tuo meglio con quello che avevi, dopo aver fatto del tuo peggio per anni. 
Caro Bojack,
grazie. Grazie per avermi fatta piangere in momenti in cui non riuscivo a piangere per quello che mi stava succedendo perché stavo troppo male ma riuscivo a farlo guardando la tua vita immaginaria e vivendola come se fosse reale e davanti a me.
Grazie per avermi aiutata a capire le dipendenze più di qualsiasi altra cosa. Grazie per avermi fatta ridere alle lacrime.
Grazie per Free Churro. Grazie per tutte le battute sulle giraffe. Grazie per Judah di cui ho indovinato la storyline prima di tutti facendomi sentire molto intelligente. Grazie di essere stato su Netflix, così ti ho visto in contemporanea con una delle mie persone preferite nonostante fosse a migliaia di chilometri da me.
Grazie per avermi aiutata a superare alcuni dei momenti peggiori della mia vita. 
Sul mio cuore e sulla mia schiena per sempre.
Grazie Bojack.
Per sempre tua,
Suhrya

Letters to Bojack




Il post di oggi se non avete visto Bojack Horseman non vi interesserà, vi chiedo scusa.
Non ci saranno spoiler per il finale di Bojack, è troppo presto e siamo ancora tutti troppo fragili. Ci saranno probabilmente altri spoiler quindi ecco tenetevi lontano se pensate di vederlo in un futuro. 
C’è questo account instagram a cui sono estremamente affezionata che ha lanciato un’iniziativa che si chiama letters to Bojack, in cui gli spettatori raccontano cos’hanno amato dello show ma anche molto altro -progetto che trovate qui-.
Io ho pensato di scriverla qui oltre che  a condividerla con lei perché so che diverse persone che mi leggono l’hanno seguito e quindi eccoci qui.
Se cercate risposte sul perché un cartone con protagonista un cavallo alcolizzato ex star di uno show molto famoso negli anni novanta sia così famoso non le troverete qui, per quello dovete cercare fonti più autorevoli.

Caro BoJack,
mi dispiace. Mi dispiace che tu abbia sofferto così tanto. Mi dispiace che tu abbia avuto questa infanzia devastante, soffro per ogni parola brutta che ti ha detto tua madre, per ogni volta in cui ti sei sentito trascurato da tuo padre.
Ti ho visto fare tanti errori, ferire gli altri che non se lo meritavano, ripetere comportamenti autodistruttivi in un loop di dolore. 
Ti ho anche visto lottare disperatamente per non essere più quello che sei, per essere migliore.
Hai cercato di essere un fratello maggiore per Hollyhock, nonostante tu non abbia avuto nessuna figura guida nella tua vita. 
Hai lasciato che Princess Carolyne trovasse la sua felicità, nonostante fosse più facile -benché egoista- tenerla in un limbo di dipendenza da te. 
Hai imparato ad essere un amico con Mr. Peanutbutter, concedendogli il suo crossover episode. Hai ascoltato almeno una delle idee folli di Todd anche se hai rovinato la sua rock opera.
Hai amato Diane, a modo tuo.
Hai fatto del tuo meglio con quello che avevi, dopo aver fatto del tuo peggio per anni. 
Caro Bojack,
grazie. Grazie per avermi fatta piangere in momenti in cui non riuscivo a piangere per quello che mi stava succedendo perché stavo troppo male ma riuscivo a farlo guardando la tua vita immaginaria e vivendola come se fosse reale e davanti a me.
Grazie per avermi aiutata a capire le dipendenze più di qualsiasi altra cosa. Grazie per avermi fatta ridere alle lacrime.
Grazie per Free Churro. Grazie per tutte le battute sulle giraffe. Grazie per Judah di cui ho indovinato la storyline prima di tutti facendomi sentire molto intelligente. Grazie di essere stato su Netflix, così ti ho visto in contemporanea con una delle mie persone preferite nonostante fosse a migliaia di chilometri da me.
Grazie per avermi aiutata a superare alcuni dei momenti peggiori della mia vita. 
Sul mio cuore e sulla mia schiena per sempre.
Grazie Bojack.
Per sempre tua,
Suhrya


Il primo appuntamento è una merda ma anche una cosa bellissima.
Non ne ho uno da non so quanti mesi e ammetto che l'idea di averne uno -quando? mai più di questo passo ma rimaniamo ottimisti che è il profumo della vita- un po' mi alletta e un po' mi terrorizza.
Mi alletta perché mi piace prepararmi per uscire, perché mi piace farmi venire a prendere, perché mi piace flirtare, perché è più bello un primo appuntamento di mille conversazioni su un social o quantomeno è il passo successivo.
Mi terrorizza un po' perché sono un'insicura in diversi aspetti della mia vita un po' perché è spesso così carico di aspettative che rischio di agitarmi molto per nulla.
Nell'inutile post sul dating di oggi vi racconto un po' delle mie regole -non scritte e non legge, semplicemente sono quelle che mi rendo conto di rispettare inconsciamente- per i primi appuntamenti.

Ansie da primo appuntamento, quali scarpe mettere, dove andiamo a mangiare e chi paga il caffè.



Il primo appuntamento è una merda ma anche una cosa bellissima.
Non ne ho uno da non so quanti mesi e ammetto che l'idea di averne uno -quando? mai più di questo passo ma rimaniamo ottimisti che è il profumo della vita- un po' mi alletta e un po' mi terrorizza.
Mi alletta perché mi piace prepararmi per uscire, perché mi piace farmi venire a prendere, perché mi piace flirtare, perché è più bello un primo appuntamento di mille conversazioni su un social o quantomeno è il passo successivo.
Mi terrorizza un po' perché sono un'insicura in diversi aspetti della mia vita un po' perché è spesso così carico di aspettative che rischio di agitarmi molto per nulla.
Nell'inutile post sul dating di oggi vi racconto un po' delle mie regole -non scritte e non legge, semplicemente sono quelle che mi rendo conto di rispettare inconsciamente- per i primi appuntamenti.



Sono nata senza capelli. Era la fissa di mio padre, ogni volta che con mia mamma mi portavano dalla pediatra le chiedeva di domandare se mi sarebbero cresciuti.
Questa dottoressa vicina alla pensione e con quindi esperienza pluridecennale di bambini rispondeva sempre che ne avrei avuti tantissimi, bellissimi e foltissimi.
Non so se sparasse a caso, parlasse per esperienza, avesse fatto due calcoli coi miei geni esplosivi (india+sicilia) ma aveva ragione.
Sono cresciuti tanto, tantissimo. Me li asciugava sempre daddy e ho distinti ricordi di me che mi lamento se me li asciugava la mamma perché me li tirava e mi faceva male.

Tagli di capelli senza rotture d'amore e altre storie del lunedì.




Sono nata senza capelli. Era la fissa di mio padre, ogni volta che con mia mamma mi portavano dalla pediatra le chiedeva di domandare se mi sarebbero cresciuti.
Questa dottoressa vicina alla pensione e con quindi esperienza pluridecennale di bambini rispondeva sempre che ne avrei avuti tantissimi, bellissimi e foltissimi.
Non so se sparasse a caso, parlasse per esperienza, avesse fatto due calcoli coi miei geni esplosivi (india+sicilia) ma aveva ragione.
Sono cresciuti tanto, tantissimo. Me li asciugava sempre daddy e ho distinti ricordi di me che mi lamento se me li asciugava la mamma perché me li tirava e mi faceva male.