Cinque consigli per valorizzare la vostra presenza online da una social media manager che non vuole vendervi nessun corso o workshop

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Io lo so che il mio lavoro ormai è diventato la professione più inflazionata di sempre, peggio di quando volevamo (volevano? io probabilmente non volevo, mai vestita particolarmente bene) diventare tutti fashion blogger.
È un mestiere che quando è fatto bene può portare a grandi risultati a livello lavorativo.
Io ho clienti soddisfatti, con cui mi sento di dire che sto facendo un bel lavoro (lo dico ora che sono serena, poi ci sono mattine in cui mi sveglio piangendo prima di impostare una campagna ads).
Però mi sento di dire che il mio lavoro -e quello di chi lo fa, appunto ormai ci sono più smm e strategist che supermercati a Curno e fidatevi ce ne sono tanti in zona- è un costo che non sempre è sostenibile da ogni azienda su base mensile, specie quelle a conduzione familiare.
Negli anni in cui ho gestito il profilo instagram del ristorante della mamma ho letto veramente decine e decine di proposte di gestione social e creazione contenuti, la maggior parte con dei costi che sarebbero insostenibili per una realtà come quella di un ristorante come MonnaLisa.
Non è una critica a chi fa determinati prezzi che saranno sicuramente adeguati alla loro offerta ma al fatto che non è realistico pensare che possano essere pagati mensilmente senza gravare troppo sul bilancio.
Vedo anche decine di workshop e corsi dai prezzi onestamente per me un po’ fuori scala per imparare a vincere coi social o quello che è.
Ripeto, non dico che non valgano questi soldi ma magari per il fiorista del quartiere o il bar di paese spendere determinate cifre non avrebbe molto senso, anche in una rosea prospettiva di rientro dell’investimento, sono comunque realtà con potenziale non infinito.
So che ho ripetuto le stesse cose dieci volte ma davvero non volevo essere offensiva con nessun professionista che si sente di offrire questo tipo di servizi, sicuramente vincenti in determinate situazioni.
Oggi mi sento di darvi dei consigli banalissimi ma secondo me utili, quelli che darei al ristorante di mia mamma se non fosse mia mamma e non volesse assumermi ecco.
Non vi dirò di mettervi a fare reel e video perché sì sono utili ma se non sapete da che parte iniziare rischiate di perdere un sacco di tempo e pazienza che potreste dedicare al vostro lavoro.
Quindi, i miei cinque consigli stupidissimi sono:
  1. Scrivete dove siete. Mi escono post e stories sponsorizzate di posti bellissimi (ristoranti, alberghi, negozi) ma senza il nome della città dove si trovano. Non c’è scritto nel nick, non c’è scritto nella bio (dove magari c’è l’indirizzo ma ragazzi se mi mettete solo via Roma forse non sapete che in Italia c’è in 7870 città), non c’è scritto negli hashtag. Ci posso risalire magari cliccando sulla location sopra ai post ma poi devo usare la funzione map di instagram, allontanarmi (zoom out insomma, avete capito) dal pin sulla mappa e insomma ho già perso troppo tempo e mi è passata la voglia di capire dov’è il posto.
  2. Non sponsorizzate a caso. Su questo ho avuto luuunghe discussioni con una delle mie sorelle -che tanto non mi legge ma in caso ciao Mary- prima che capisse che forse era il caso di lasciar fare a me. Schiacciare il tasto promuovi/boost sotto a un post senza fare altro non vi porterà grandissimi risultati oltre a qualche like in più ma voi tendenzialmente coi like non ci pagate i fornitori, giusto? Ci sono veramente decine e decine di video su youtube come sponsorizzare al meglio su facebook e instagram, gratis e comprensibili da tutti. Non buttate i vostri soldi, fossero anche solo dieci euro è inutile se il risultato sono una manciata di like e cento persone che hanno visto la vostra story dall’altra parte d’Italia.
  3. Fate delle foto che siano più chiare possibili e non usate mille grafiche nelle story e nei post. Non siamo tutti fotografi né dei maghi di indesign, se il vostro lavoro è un altro siete più che giustificati a non fare le foto di Annie Leibovitz. Però instagram soprattutto -ma anche facebook in una certa misura- vive di immagini. Quanto scrollate sul vostro telefono senza neanche prestare tantissima attenzione a quello che guardate? Quante possibilità ci sono che vi fermiate su un’immagine sfocata e scura? Ecco. Armatevi di santa pazienza, cercate di fare foto con la luce naturale, fatene un tot in più fino a quando non riuscirete a produrre qualcosa che sia più simile alla realtà possibile. Nessuno pretende un livello da professionisti ma se riusciste a trasmettere il vostro prodotto al meglio sarebbe il top. Per le grafiche e le varie scritte sulle stories: less is more. Non mettete trecento adesivi e scritte, farete solo incrociare gli occhi alla gente.
  4. Lasciatevi ispirare ma non copiate. Ci sono veramente account per ogni cosa, qualsiasi attività piccola o grande ha i suoi profili social. Prendere spunto da chi lavora nel vostro settore è normale e sano (si fa normalmente anche non per l’aspetto social chiaramente) ma non proponete esattamente il medesimo tipo di contenuti, le stesse caption. Tendenzialmente qualcuno se ne accorgerà e la figura che ne consegue non è proprio il massimo.
  5. Pianificate! Non vi sto dicendo di abbonarvi ad un tool che vi permetta di programmare i post a pagamento (neanche di utilizzare il sistema di planning di facebook che a me ultimamente buca un post programmato su due) ma di prendere un foglio di carta, scriverci le date da qua a due mesi e scrivere almeno a grandi linee di cosa vorreste parlare, quali offerte vorreste proporre ai vostri clienti. Se pubblicate un post al mese tendenzialmente anche un vostro potenziale cliente che finisce sulla vostra pagina non sarà molto spinto a seguirvi, detta in modo proprio facile.
È evidente che non bastino questi cinque punti perché i vostri account social vi portino un incremento del fatturato del 50% ed è altrettanto evidente che il ruolo del SMM -e tutti i ruoli correlati che spesso si concentrano nella stessa persona ma a volte no- non si limiti a queste cose oppure potrei pure smettere di lavorare. Credo però che quando non si può -o vuole- spendere anche per questo aspetto della propria attività iniziare da queste basi possa far bene.
Questo sarebbe il punto in cui vi dico “Però potete assumere me!” ma la verità è che ho al momento così tanto lavoro da non poterne prendere altro quindi no però se volete un consiglio sono sempre disponibile.

 

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