Privacy Policy Vivere a Rovigo: i primi otto mesi - Suhrya

Vivere a Rovigo: i primi otto mesi

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Vivere a Rovigo fino a un anno e qualcosa fa mi sembrava impossibile, specialmente considerando che non sapevo nemmeno dove fosse.
Quando puoi ho deciso di farlo l’ho fatto per amore, unica motivazione valida dalle reazioni delle persone a cui l’ho detto.

Quindi: a quanto pare Rovigo è un po’ un meme. Non amatissima dal resto del Veneto, ho sentito commenti molto negativi sia da chi ci vive che da chi ci ha vissuto che ancora da chi ci ha avuto solo a che fare per un po’ di tempo.
Ora, io non posso dire di conoscere questa città nel profondo. Posso, però, dire che sta andando decisamente meglio di quanto temessi.

Un aspetto che mi spaventava un bel po’ era il razzismo, non sapevo se fosse peggio o meglio di Bergamo sotto quel punto di vista (o di Lugano, se mi seguite da un po’ sapete che ho fatto quattro anni anche lì).
Ecco, meglio. Sarà stata fortuna forse ma per ora davvero non ho avuto neanche un commento spiacevole, solo tanta curiosità espressa più o meno goffamente.

Ho trovato delle persone gentili, sempre.
Una cosa per cui “soffrivo” molto quando vivevo in Svizzera era l’estrema freddezza delle persone, una piccola tragedia per me che parlerei anche coi muri.
Decisamente non il caso della mia esperienza, con persone pronte a parlare e dare una mano.

Non sto dicendo che sia popolata da solo angeli perché il paradiso sicuramente non è in terra ma sicuramente mooolto meglio di quel che temessi.

Non è sicuramente una grande metropoli, se fossi adolescente la troverei di una noia mortale anche più di quanto trovassi Bergamo quando ero adolescente io (e infatti fuggivo sempre a Milano).
Mi capita di sentire la mancanza di qualche ristorante etnico, di un bel posto dove bere un cocktail fatto come si deve, di sentire un po’ di tristezza per la città alla sera praticamente sempre vuota.
ODIO la maggior parte delle strade, piene di buche e spesso strettissime con l’acqua da una parte e io che se fossi credente farei il segno della croce per arrivare indenne al traguardo.

Un’altra cosa che apprezzo?
Il fatto che sia vicina a tante città che amo (ciao Ferrara, Verona, Bologna) e ormai le distanze in macchina inferiori alle tre ore mi sembrano un battito di ciglia.
Sono anche molto fortunata per la casa vera e propria dove vivo, circondata da verde e cavalli che passano davanti alla mia finestra.

È il posto dove penso di vivere per sempre? No.
Però ci tengo anche a dire che non si merita neanche tutta la sua brutta reputazione o almeno non per me.
Mi rendo conto che la mia esperienza è influenzata dal fatto che da più di un anno sono felice e quindi vivo con gli occhiali rosa sul mondo però ecco, non è neanche così male!

2 Comments

  1. Antonella says:

    sono felice per te 💜

    1. Suhrya says:

      Grazie di cuore <3

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