Perché nei romance ormai c’è così tanto sesso?

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Prima di iniziare: no, questo non è un articolo contro lo spicy.

Lo dico subito, così ci togliamo il pensiero.

Io i romance li leggo. Tanti. Tantissimi. Continuano a essere uno dei miei generi comfort, quello a cui torno quando ho bisogno di una storia che mi faccia stare bene, emozionare, sorridere, arrabbiare un po’ e poi, possibilmente, chiudere il Kindle con quella sensazione lì.

Quella da: ok, grazie, mi serviva.

E no, non mi scandalizzano le scene di sesso.Se sono scritte bene, se arrivano al momento giusto, se hanno un senso nella storia, mi piacciono anche. Perché una scena intima può dire tantissimo di due personaggi. Può raccontare il desiderio, la vulnerabilità, la paura, la fiducia, il modo in cui due persone finalmente smettono di girarsi intorno.

Il problema, per me, non è il sesso.

Il problema è quando il sesso prende il posto della storia.

Lo spicy non può sostituire la chimica

A volte ho l’impressione che alcuni autori confondano la chimica con il sesso.

Ma sono due cose diverse.

La chimica è quella cosa che ti fa leggere cinquanta pagine aspettando che due personaggi si sfiorino una mano.

È uno scambio di battute scritto bene, il modo in cui due persone si guardano, si evitano, si cercano, si capiscono prima ancora di dirselo, qualcosa che tutte noi abbiamo vissuto e in cui ci riconosciamo.

Il sesso può essere una conseguenza meravigliosa di tutto questo.

Ma se arriva senza costruzione, senza attesa, senza un vero motivo emotivo, a me spesso annoia.

E sì, lo ammetto: molte scene le salto.

Non perché io sia contraria. Non perché mi dia fastidio leggerle. Ma perché a un certo punto mi sembra di aver già letto quella scena mille volte, con parole diverse ma identica funzione: ricordarmi che quei due si desiderano.

Ok, l’ho capito. Però adesso possiamo tornare alla storia?

Quando una scena ha senso, funziona

Per me non esiste un limite ideale.

Non sono qui a dire: massimo due scene spicy per libro, poi basta. Ci sono romance in cui una scena intima può essere fondamentale. Può segnare un cambiamento nel rapporto tra i protagonisti, può far cadere una maschera, può creare un conflitto, può rendere ancora più forte quello che accadrà dopo.

In quel caso, top!

Il problema è quando sembra inserita perché “deve esserci”. Perché oggi, soprattutto dopo il successo enorme di BookTok e dei romance più spicy, sembra quasi che un libro senza una certa quantità di scene esplicite sia considerato meno interessante, meno vendibile, meno “adulto”.

E questa cosa, da lettrice di romance quando ancora si chiamava chick lit e bisognava vergognarsi di leggerne a me dispiace. Perché il romance non ha bisogno di dimostrare di essere adulto riempiendosi di sesso.

Un romance è adulto quando è scritto bene, quando i personaggi sembrano veri, quando ti fa emozionare.

A questo punto guardiamoci un porno

Lo dico in modo volutamente provocatorio, ma il pensiero ogni tanto mi viene.

Se l’unica cosa che tiene in piedi il libro sono le scene spicy, a questo punto guardiamoci un porno.

Almeno sappiamo cosa stiamo cercando.

Io da un romance voglio altro.

Voglio l’attesa, ridere, emozionarmi. Ci  sono romance sensuali, espliciti e scritti benissimo. Il punto è proprio questo: quando c’è scrittura, quando c’è costruzione, quando c’è intenzione, funziona tutto. Quando invece sembra che il libro stia solo cercando di riempire una quota spicy, io mi perdo.

Il mercato è cambiato, e si vede

Secondo me negli ultimi anni il mercato del romance è cambiato tantissimo.

E non è per forza un male. Però a volte ho la sensazione che lo spicy sia diventato un gancio di vendita più che una scelta narrativa.

“Quanto è spicy?”

“Da 1 a 5 quanto spice c’è?”

“È slow burn o si arriva subito al dunque?”

E io capisco anche il gioco, eh. Fa parte del modo in cui oggi si comunicano i libri online.

Però secondo me è anche un po’ rischioso.

Perché i romance non li leggiamo solo noi adulte che sappiamo distinguere benissimo fantasia, desiderio, dinamiche tossiche e vita reale. Li leggono anche ragazze molto giovani, e il modo in cui si raccontano desiderio, consenso, relazioni e aspettative secondo me conta.

Non sto dicendo che i libri debbano diventare lezioni di educazione sentimentale, per carità. (anche se considerando che a scuola ormai non si insegna piu…)

Però se certi modelli vengono ripetuti ovunque, se certe dinamiche vengono vendute come super romantiche quando magari nella vita vera sarebbero quantomeno discutibili, forse due domande possiamo farcele.

Io voglio romance scritti bene

Forse alla fine è tutto qui.

Io non voglio meno sesso nei romance.

Voglio romance scritti meglio. Mi piacciono le autrici che sanno scrivere relazioni, non solo tensione fisica.

Penso a Jennifer Weiner, a Lindsey Kelk, a quelle storie in cui il romance c’è, eccome se c’è, ma dentro trovi anche amicizia, famiglia, crescita personale, lavoro, insicurezze, vita vera.

Perché l’amore, nei libri che mi piacciono di più, non è mai solo una questione di desiderio.

È anche riconoscersi, scegliersi, è qualcosa di reale.

Ognuno legga quello che vuole

E comunque, lo dico davvero: ognuno deve leggere quello che vuole.

Se amate i romance super spicy, meraviglioso.

Se leggete solo dark romance, benissimo.

Se volete solo libri dolci, puliti e senza scene esplicite, va benissimo anche quello.

Non esiste una lettura più giusta di un’altra.

Leggere deve restare un piacere, non una gara a chi ha i gusti migliori.

Io però, da lettrice che ama profondamente il romance, ogni tanto sento il bisogno di dirlo: non basta alzare il livello di spice per scrivere una storia migliore.

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