Ogni tanto mi fermo, respiro e mi ricordo che sul blog avevo già scritto della vita da social media manager.
Da allora è cambiata una minima cosa, davvero minuscola:
sono arrivata a 25 clienti. Venticinque.
A volte li riconto, perché mi sembra una puntata di Black Mirror basata su Trello e Slack,^.
Nel frattempo, SLK Media è cresciuta come quelle piante che dicono “tanto non serve manutenzione”, e poi le ritrovi enormi, rigogliose, che colonizzano mezzo mobile del soggiorno.
Oggi siamo in quattro a lavorare fisse sui progetti dell’agenzia: io, Serena che mi salva la vita un giorno sì e l’altro pure, Rebecca che trasforma ogni idea in qualcosa di bello, e una new entry che sta sistemando il backstage che raga, questa crescita esplosiva vuol dire DRIVE IN DISORDINE.
E ogni volta che ci penso, mi viene un po’ da commuovermi — perché questa cosa l’abbiamo costruita davvero da zero.
Eppure, nonostante la crescita, certe scene sono sempre le stesse.
Tipo quando apro WhatsApp e trovo:
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“Puoi farmi un reel entro oggi?” (di solito alle 18:47)
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“Ho pensato a un post carino, creativo, diverso… però semplice!”
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“Ho bisogno della caption ORA. Cioè… ieri.”
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“Appena ho un attimo ti mando i contenuti” (sparisce dieci giorni e poi torna con 89 foto mosse)
E poi ci sono io, che con tutta la pazienza che ho (moltissimo, davverio) spiego perché serve una strategia, perché i reel non devono sembrare la Divina Commedia in formato verticale, perché un attimo nel mondo social è un concetto filosofico molto elastico, e perché il post di Natale NON SI PUÒ fare il 23 dicembre alle 23:58.
In questo caos, però, c’è qualcosa che non cambia mai: la felicità.
Sono felice del lavoro che faccio, felice del team che abbiamo costruito, felice di vedere SLK Media crescere, evolvere e diventare ogni mese più strutturata.
Felice persino quando apro il documento con le task per giorno eper cliente e mi prende quella vertigine tipo quando ti affacci dal terrazzo e sei troppo in alto.
Perché la verità è che questo lavoro è un equilibrio magico tra creatività, pazienza zen e capacità di improvvisazione.
Un puzzle infinito in cui i pezzi cambiano forma ogni due settimane, e tu devi comunque farli combaciare.
E quando tutto si incastra — anche solo per un momento — ti ricordi esattamente perché lo fai.
Quindi sì, a volte sono stanca.
Sì, certe richieste mi fanno vacillare la fede nell’umanità.
Sì, quando qualcuno dice “tanto basta pubblicare un post”, un pezzetto della mia anima fa i bagagli e se ne va.
Ma allo stesso tempo, non cambierei nulla.
Perché questo caos è casa mia.
E perché SLK Media, oggi, è una delle cose di cui vado più fiera al mondo.

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