Privacy Policy Essere single durante la seconda ondata e altre storie dell'orrore - Suhrya

Essere single durante la seconda ondata e altre storie dell’orrore

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Sono stufa di essere single. Vi ho fatto diversi posti sul dating negli ultimi mesi e ritenetevi fortunati che non siete miei amici nella vita vera e non vi sorbite le mie lamentele che vanno dal “perché nessuno mi ama” al “morirò sola”.
Oltre alle difficoltà oggettive di trovare una persona che mi piaccia, a cui piaccio, a cui piaccio per più di tre giorni, si è aggiunto il livello successivo: LA PANDEMIA.
Mi pesa molto di più essere sola in questo periodo, lo ammetto senza vergogna. Non avere qualcuno su cui contare per un determinato tipo di attenzioni non mi piace proprio.
Ho chiesto sui miei social qualche opinione di chi è single, di come la stanno vivendo e qui sotto vi riporto alcune testimonianze, quelle che per me sono più significative e che sento più vicine al mio modo di vivere ora.

 

 

 

 

 

 

 

Mi sono ritrovata con tante delle opinioni lette, ho annuito praticamente ad ogni parola.
Pensare che se mi piace qualcuno comunque non ci possiamo vedere fino a data da destinarsi non è facile. Non è facile pensare che è rischioso limonare uno al primo appuntamento (al supermercato per fare la spesa dato l’andazzo) e come faccio a capire se mi piace davvero o se ho disperatamente bisogno di conforto in un periodo in cui mi sento sprofondare in una palude?

La battuta dell’affetto stabile con cui potersi vedere post lockdown un po’ fa ridere, un po’ a chi non ha affetti stabili fa male. Pensare che sarà quantomeno improbabile pensare ad una relazione seria ancora per un po’ non è facile, ecco.

Sono consapevole di avere un bel po’ di problemi extra pandemia per quanto riguarda una possibile relazione. Ho un brutto carattere e tanti altri motivi per cui sono single –qui ne trovate 28– ma sicuramente la pandemia non mi aiuta.

Se prima essere single era sexy e cool e parte del mio essere una strong independent woman adesso mi fa sentire solo un po’ persa.

 

10 Comments

  1. Anonymous says:

    All we need is love!

    Il piccolo principe

    1. S. says:

      Eh sì

  2. Katia says:

    Ciao bella Suhrya, purtroppo è dura la vita da rinclusi senza un affetto stabile. Lo è stato nei mesi passati di lockdown e forse lo sarà ancora di più ora che sappiamo a cosa andiamo incontro. Io mi ritrovo tanto in quello che hai scritto, perché ultimamente mi sono lanciata su Tinder, e sono finita a scrivere a una manciata di persone che non so fino a che punto mi piacciano o siano solo lì in attesa arrivi qualcuno che davvero mi faccia battere di nuovo il cuore. Poi per come sono fatta io, le persone le voglio vedere, toccare e annusare, così diventa tutto difficile, anche solo capire se uno ride alle tue battute sul serio o tanto per. Non voglio farmi pubblicità, ma se te va ho parlato anche io di qualcosa di simile https://katiastrofe.wordpress.com/2020/11/02/la-difficolta-dei-rapporti-umani-allepoca-del-covid/

    1. S. says:

      Siamo tristemente d'accordo su tutto <3

  3. B_upintheclouds says:

    Eh, condivido ogni virgola. Per me la situazione è particolare anche perché la prima quarantena l’ho passata convivendo e, ripensandoci, ha trasformato un periodo tremendo in bellissimi ricordi, in una bellissima quotidianità. E ora? Ora mi trovo in un casa amatissima ma vuota e con in testa un solo pensiero…cavolo ma potevo aspettare la fine della pandemia per lasciarmi, così, tanto per stare sicura! XD
    Love<3

    1. S. says:

      Abbracci di bacini <3

  4. Marta says:

    Ciao! Non ci conosciamo, ti seguo silente su Twitter ormai da un po' e ti ammiro molto! Io sono stata single per 24 anni cioè tutta la mia vita perché ero troppo impaurita, timida, non mi conoscevo davvero, mai davvero felice e soddisfatta di quello che avevo e di dove mi trovavo. Ho sempre avuto pochi amici perché fidarmi di qualcuno e aprirmi per me è sempre stato difficile e prima di farlo ci ho sempre pensato non due ma dieci volte. Lentamente qualcosa è cambiato, ho incontrato delle persone speciali, ho smesso di dire no alle novità e ho iniziato a credere di più in me. A febbraio per la prima volta ero felice, in partenza per un tirocinio all'estero e il fatto di essere single non mi pesava nemmeno più così tanto. Poi covid, rientro in Italia rocambolesco, lockdown. Mi è crollato il mondo addosso. Ho iniziato a pensare che sarei rimasta sola per sempre o quantomeno ancora per un bel po', di essere sbagliata, di non avere speranze vista la mia totale inesperienza. Non ero mentalmente in un bel posto. A fine maggio per scherzo un'amica mi ha fatto conoscere su Instagram un suo amico. Dopo due settimane io sono ripartita per il tirocinio ma adesso siamo qua dopo 6 mesi e stiamo bene nonostante tutto. A quelli che dicono che prima di stare bene con qualcuno bisogna stare bene con se stessi rispondo che bisogna stare "meglio" con se stessi, ma bene al 100% non staremo mai (almeno se overthinking è il vostro secondo nome come nel mio caso). E comunque magari si sta già bene da soli ma si ha bisogno di qualcosa di più, di calore umano, di esclusività e intimità che solo una relazione a due può dare, quindi fateci lamentare (non troppo!) che non facciamo male a nessuno. (Rivendico sempre il diritto di poter dire di non stare bene, che la positività a tutti i costi su tutto mi sembra davvero forzata.) Allo stesso tempo, stare con qualcuno non risolverà tutti i problemi. Mi sento ancora insicura? A volte sì. È normale? Secondo me sì. Agli orientation days di inizio Erasmus (non quello rimandato per covid) una prof ci disse che se eravamo lì pensando che l'Erasmus avrebbe risolto i nostri problemi ci sbagliavamo perché si sarebbero ripresentati anche se eravamo all'estero, lontano da casa, con amici diversi, da soli. E io che tre anni fa ero letteralmente scappata pensando di risolvere tutte le mie i sicurezze cambiando paese mi ero sentita morire lì per lì. Beh la prof aveva ragione. Certi problemi possiamo risolverli solo noi e non c'entra nulla essere single o meno, vivere da soli o no, genitori, amici ecc.. possiamo risolverli da soli o con l'aiuto di qualcuno che ci appoggia ma dobbiamo affrontarli noi. Tornando al discorso di prima, secondo me per stare bene con qualcuno non serve stare bene con se stessi ma accettarsi e accettare anche le proprie debolezze e non nasconderle al qualcuno in questione, anche lui avrà le sue e insieme si è più forti. Il senso di questo messaggio non lo so qual è, avevo voglia di rispondere e mi ha fatto bene riflettere su queste cose quindi va benissimo così. Un abbraccio grande

    1. S. says:

      Marta ma che messaggio bellissimo! Grazie di aver condiviso la tua storia con me, davvero <3 Che bella esperienza!

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