Il prodotto poco glam che mi sta salvando dai peli incarniti

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Oggi parliamo di un argomento di quelli elegantissimi: i peli incarniti nella zona inguine.

Che bello, vero?

Purtroppo ne soffro tantissimo, nonostante faccia la ceretta praticamente da sempre (la mia prima ceretta nell’estate dei miei dodici anni, che vita amiche) E non è soltanto una questione estetica: alcuni peli mi fanno proprio male. Potrei risolvere alla radice — letteralmente — con il laser, ma in quella zona non voglio farlo perché ho paura del male.
Negli anni ho provato un po’ di tutto. Gli scrub corpo classici, soprattutto quelli molto granulosi, su di me finivano per essere più dolorosi che utili. Avevo anche comprato degli oli specifici da applicare con costanza dopo la ceretta, ma naturalmente mi dimenticavo sempre di usarli. Quindi non posso nemmeno dirvi se funzionassero oppure no perché semplicemente non ho avuto la costanza giusta.

Poi questa primavera ho provato il Body Strategist Peel Scrub di Comfort Zone.

Lo so: non è il prodotto più glam del mondo. Non è una di quelle creme con il vasetto scintillante da lasciare strategicamente in bella vista in bagno. È un tubo piuttosto serio, costa parecchio e promette una cosa poco poetica come l’esfoliazione del corpo.

Però è utilissimo.

Perché è diverso da uno scrub classico

Questo non è soltanto uno scrub meccanico. La formula combina due tipi di esfoliazione:

  • quella meccanica, data dalle particelle di silice e dalla scorza di arancia amara;
  • quella chimica, affidata all’acido glicolico e al gluconolattone, rispettivamente un alfa-idrossiacido e un poli-idrossiacido.

In parole molto semplici, gli acidi aiutano a staccare le cellule morte più superficiali, mentre le particelle le rimuovono con il massaggio. È proprio questa doppia azione che, almeno credo, fa la differenza rispetto agli scrub tradizionali che avevo provato: non devo insistere sfregando fino a irritarmi la pelle.

Il prodotto contiene il 92,2% di ingredienti di origine naturale, ha una formula vegana e, secondo Comfort Zone, può essere utilizzato anche in gravidanza. Il marchio lo presenta come un trattamento per rendere la pelle più liscia, morbida e uniforme; non nasce specificamente come rimedio per i peli incarniti, ma l’esfoliazione delicata e regolare può aiutare a liberare i peli rimasti intrappolati sotto lo strato superficiale della pelle. È una cosa confermata anche dalle indicazioni dermatologiche generali sui peli incarniti, non soltanto dalla mia esperienza.

Come lo uso

La particolarità è che va applicato sulla pelle asciutta, prima della doccia.

Ne distribuisco una piccola quantità sulla zona interessata — nel mio caso soltanto sulla pelle esterna dell’inguine, evitando mucose, tagli e punti già molto irritati — e massaggio delicatamente con movimenti circolari fino a quando il prodotto si assorbe quasi completamente. Poi elimino i residui con una salvietta oppure, più semplicemente, entro in doccia e risciacquo.

Non serve strofinare. Anzi: la zona è delicata e l’obiettivo è esfoliarla, non devastarvi la pelle.

Comfort Zone indica di utilizzarlo al massimo una volta al giorno per non più di tre giorni alla settimana. Io preferisco comunque regolarmi in base a come sento la pelle e non lo applico subito dopo la ceretta, quando è già sensibilizzata. Contiene acido glicolico, quindi può aumentare la sensibilità al sole: sulle parti esposte bisogna usare la protezione solare e limitare l’esposizione durante l’utilizzo e per la settimana successiva.

Se provoca un’irritazione persistente, naturalmente va sospeso. E se un pelo incarnito diventa molto doloroso, caldo, gonfio o presenta pus, non è più il momento degli esperimenti cosmetici: meglio farlo vedere a un medico.

L’errore dell’estate

Avevo iniziato a usarlo questa primavera e mi ero trovata benissimo. Poi sono partita il 10 giugno e l’ho dimenticato a Rovigo.

Sono rientrata soltanto lunedì scorso, quindi sono stata via davvero tanto. E qui ho commesso un errore abbastanza stupido: non l’ho ricomprato in giro.

Avrei dovuto farlo.

Durante l’estate la situazione è progressivamente peggiorata e, quando sono tornata, la differenza rispetto al periodo in cui lo usavo con regolarità era evidente. Da quando sono rientrata l’ho applicato tre volte e la pelle è già migliorata tantissimo: è più liscia, meno ispessita e diversi peli che sembravano intrappolati stanno finalmente riuscendo a uscire senza che io debba tormentare la zona.

Ovviamente questa è la mia esperienza personale e non sto dicendo che tre applicazioni siano una formula magica valida per qualunque tipo di pelle. Però su di me il cambiamento è stato talmente rapido da farmi rimpiangere ogni singolo giorno trascorso senza quel tubo.

Vale quello che costa?

Arriviamo alla parte antipatica: costa 46,50 euro per 200 ml.

Sì, è tanto per uno scrub corpo.

Se non avete particolari problemi di peli incarniti, ispessimenti o pelle ruvida, probabilmente potete vivere serenamente senza. Ma se, come me, avete peli incarniti ricorrenti e dolorosi e gli scrub tradizionali vi irritano soltanto, secondo me è un prodotto davvero utile. Inoltre ne basta poco e non va utilizzato ogni giorno su tutto il corpo, quindi il tubo dura abbastanza a lungo.

È uno di quegli acquisti per nulla fighi che non danno particolare soddisfazione quando arrivano, ma migliorano concretamente la vita. E, arrivata a questo punto, preferisco decisamente un tubo poco fotogenico che funziona a cinque vasetti meravigliosi che non risolvono niente.

Morale della storia: l’ho lasciato a Rovigo, ho pensato di poterne fare a meno e avevo torto.

Mai più partire senza!

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