L’altro giorno ero al mare. Ero seduta a leggere, senza smettere di tenere d’occhio Emma ovviamente, quando ho sentito tre signore, tutte over 70, parlare tra di loro. Il tono era quello di una chiacchiera amichevole, ma le parole…boh, meno.
“Eh, guarda le mie gambe”
“Io invece ho questi fianchi che proprio non mi vanno giù.”
“E il culo… lasciamo stare, mi serve un miracolo.”
(NO OK STO MENTENDO ERANO SICILIANE NON HANNO ASSOLUTAMENTE USATO QUESTE PAROLE MA IL SENSO ERA QUESTO)
Ho sorriso, ma dentro mi si è stretto qualcosa. Non per loro anche perchè continuo a pensare che ognuno possa pensare e fare quello che vuole con il suo corpo con i suoi capelli con il suo guardaroba ma per quel pensiero che mi è esploso nella testa :
non voglio arrivare a quell’età e pensare ancora così tanto al mio corpo.
Non voglio ritrovarmi a settant’anni e continuare a guardarmi con gli occhi della critica, a misurare le mie giornate in centimetri, in calorie, in cazzo di proteine da mangiare, in taglie.
E poi, mi sono chiesta:
perché deve essere così tanto un’ossessione anche adesso?
Sono mesi difficili. Non entrerò nei dettagli, chi mi legge da un po’ lo sa: scrivo di vita vera, ma non tutto. Alcune cose restano fuori da qua e dai social, come è giusto che sia. Ma posso dire questo: è un periodo impegnativo, stancante, a tratti doloroso. Eppure, in mezzo a tutto questo, c’è una costante che non riesco a spegnere.
Non c’è stato un solo giorno, in questi mesi, in cui non abbia pensato: “vorrei essere più magra.”
O: “vorrei essere più tonica.”
O anche solo: “vorrei avere un centimetro in meno qui.”
E la cosa mi fa male. Mi faccio un po’ pena.
Per quella parte di me che, pur sapendo tutto quello che so, pur avendo fatto dei progressi da gigante grazie a dei percorsi importanti, pur facendo il possibile ogni giorno per rispettarmi,
non riesce a smettere di pensare che sarebbe meglio se il mio corpo fosse diverso.
Io mi alleno. Mangio con attenzione, ma senza rigidità (non più, almeno).
Sto cercandodi sistemare il mio rapporto col cibo e con il corpo e lo specchio e con questa testa cretina.
Cerco di muovermi ogni giorno perché mi fa bene, perché mi aiuta a scaricare l’ansia, perché è un modo per prendermi cura di me.
E sì, anche perché mi piacerebbe vedermi diversa.
So che non si dovrebbe dire. Che la body positivity “vera” direbbe che il corpo va bene così com’è. Che ogni desiderio di cambiamento è tradimento. Ma io non sono così netta.
Io credo che sia legittimo volersi vedere meglio.
Ma credo anche che la linea tra “lo faccio per me stessa” e “lo faccio per essere accettata” sia sempre, sempre sottilissima.
C’è stato un tempo in cui la body positivity andava di moda, non cosi lontano.
Immagini di corpi diversi, di pance morbide, di corpi normali sui feed.
Poi, all’improvviso, tutto è cambiato di nuovo, è arrivato Ozempic (che non voglio demonizzare ma negare che abbia coinciso con il ritorno di un determinato tipo di estetica sarebbe da ipocriti).
Ma io non sono né da una parte né dall’altra.
Io sono nel mezzo.
Sono quella che ci prova, ogni giorno, che si allena e poi comunque cosa fai non le mangi le melanzane ripiene di Commare Franca?
Che si guarda allo specchio e a volte si piace e a volte no e che mannaggia a me nei periodi che vanno peggio già di loro ci aggiungo il carico da novanta del “madonna che cesso”
Scrivo questo post per me.
Perché oggi ho bisogno di dire che un corpo è solo un corpo e se ci si prende cura di se e si è in salute va già gran bene cosi.
E anche se non riesco a crederci tutti i giorni, lo scrivo lo stesso, così magari un giorno ci credo davvero.
E lo scrivo per te.
Che magari stai leggendo e ti riconosci.
Che magari ti svegli e la prima cosa che pensi è: “oggi niente dolci., oggi piu proteine, oggi mi alleno il doppio”
Che magari ti pesi troppo spesso (ciao, ho dovuto nascondere la bilancia)
Che magari hai passato un’intera adolescenza a fare diete che ti hanno solo allontanata da te stessa.
Ti vedo. Ti capisco. Ci sono anch’io e non è una consolazione, lo so.
Vorrei poter dire che ho trovato la soluzione.
Che ho fatto pace con tutto.
Che non mi importa più.
Ma la verità è che sono in cammino.
Un cammino lento, pieno di inciampi, ma anche di consapevolezze.
So che voglio trattarmi bene.
Che voglio muovermi per stare bene, non per punirmi.
Che voglio mangiare per nutrirmi, non per controllarmi.
E so, più di ogni altra cosa,
che non voglio passare la vita a pensare di dover essere diversa.
Anche se il mio corpo non è quello che vorrei.
Anche se continuo a sperare di cambiare.
Anche se a volte mi sento stanca, frustrata, in colpa.
Ci alleniamo, camminiamo, mangiamo sano…
e magari ci mangiamo pure quel gelato in spiaggia (li avete provati quelli nuovi Plasmon? perchè sono la vita, ve lo dico).
Perché la vita non si misura in centimetri, e neanche la felicità.
Se ti va, scrivimi nei commenti o se ti va meglio su instagram.
Dimmi cosa pensi, se anche tu ti senti così.
Non ho soluzioni, ma ho spazio per dirti oh, è cosi anche per me.
E forse, a volte, è tutto ciò che ci serve.

Un percorso completamente diverso che mi porta agli stessi pensieri. Alle stesse problematiche con lo specchio. Ad odiare certe parti di me che in molti invidiano (e io provo rabbia perché non li accetto anche se vorrei).
Quel che posso dirti è che ci auguro di smettere molto prima dei 70 ai pensieri sul nostro culo.
Meritiamo di guardarci allo specchio ogni giorno e vederci dentro una persona che amiamo nonostante tutto.
Lo spero per me come lo spero per te. ♥️
hru8@kirzzioh.store