Non ho mai amato guidare. Ho preso la patente praticamente subito dopo il mio diciottesimo compleanno ma ho sempre optato per farmi accompagnare, invece di accompagnare.
Non guido malissimo ma nemmeno bene. Ho una fortissima antipatia per i parcheggi, le manovre, tutto quello che comporti qualcosa di più di andare dritti in realtà.
Potrei raccontarvi i miei primi anni di patente e i danni che ho fatto a tutte le macchina della mia famiglia ma eviterò, mi prendereste in giro a vita. E avreste ragione.
Poi mi sono trasferita in Svizzera e non c'è più stato tanto motivo di guidare, la mia vita era veramente confinata in pochissimi chilometri.
Io stessa mi sentivo confinata e in gabbia ma questa è tutta un'altra storia. Sono tornata a vivere in Italia a febbraio e per qualche mese mi sono mossa solo in treno, essendo in ogni caso senza una macchina mia.
La poca efficienza di trenord e trenitalia e le ore perse tra ritardi e coincidenze perse mi hanno fatto veramente odiare quel periodo di spostamenti scomodi.
Quindi mi sono decisa a prendere una macchina. Mi sono detta che dovevo superare necessariamente la paura. Hai voluto la macchina e ora guida, insomma.
Mi sono fatta ore e ore in autostrada, con un podcast in sottofondo (magari parliamo dei nostri preferiti?) e con una serenità che non mi sarei mai immaginata fino a qualche mese fa.
Ho guidato tanto perché sono innamorata ma l'uomo che amo mannaggia a lui abita lontano, ho guidato perché ho tanti clienti nuovi -ditemi brava!-, ho guidato tanto perché vado in palestra e vado a yoga e mia mamma gasata dalla mia rinnovata mobilità mi manda in giro a fare commissioni almeno due volte al giorno.
Ho scoperto che una cosa che non mi piace può continuare a non piacermi ma posso comunque sfruttarla a mio favore perché diciamocelo, avere la propria indipendenza è bellissimo.
Quando non ascolto podcast penso.
Ripercorro gli ultimi mesi, le scelte sbagliate che ho fatto e quelle invece giustissime.
Penso al mio percorso lavorativo che mi dà una soddisfazione dopo l'altra, penso agli amici che non sono esattamente tali ma da cui non mi sono fatta ferire -non troppo, almeno-, penso a come sviluppare ogni mio progetto al meglio, penso agli obiettivi raggiunti e quelli che invece non fanno per me e devo lasciare andare.
Sogno il futuro che per la prima volta in vita mia non mi sembra un sogno ma qualcosa che posso quasi toccare.
Mi dico che se ho superato la mia antipatia per la guida posso superare anche molto altro.
Mi dico che va bene anche non superare ogni paura ed accettare che alcune cose proprio non fanno per noi perché so che arriveranno.
Potrei essere poetica e dirvi che guidare mi ha permesso anche di vedere tramonti bellissimi come quello fotografato sopra (ERO FERMA AMICI SENZA NESSUNO DIETRO) ma la verità è che io guido per arrivare a quello che voglio con tutta me stessa e il resto conta molto poco.