Quando mi lamento dell'atteggiamento di qualcuno -secondo me scorretto- contrapposto al mio -secondo me corretto- mamma mi dice da sempre: "Non guardare quello che fanno gli altri, guarda quello che fai tu".
Stamattina mi sono veramente arrabbiata per una cosa di lavoro non gravissima ma che mi ha fatto sentire stupida rispetto al modo che ho io di affrontare le cose da fare, che mi ha profondamente infastidita anche se non impatta direttamente sulla mia reputazione e quello che faccio in prima persona.
Capisco sia un po' criptico ma ecco non mi sembra il caso di andare nei dettagli, ho fiducia che comprendiate che non sia opportuno parlarne.
Ecco, io lo so che innervosirmi non cambia le cose e che non devo lasciare che questo rovini la mia giornata -sono in Puglia per un evento per me importantissimo: domani ve ne parlo?- ma non posso fare a meno di incazzarmi e indignarmi e tanti altri verbi.
Ora, cosa sarebbe giusto?
Se non mi tocca più di un tot è meglio che io me ne freghi e vada avanti per i cavoli miei facendo finta di niente?
Quanto è sbagliato che io mi desideri che le persone si sbattano di più anche se non posso farci niente perché lo facciano?
Faccio delle cose buone anche perché credo che il giudizio degli altri sia importante e non perché le voglio fare?
Mi rendo che questo post abbia delle fortissime Carrie al computer vibes (stile Sapore di Male chiaramente) perché fondamentalmente non ho nessuna risposta e non penso ne abbiate nemmeno voi.
So che vorrei imparare a fregarmene un po' ma anche ad alzare la voce quando serve e a far notare che ehi, se ti comporti di merda non è proprio normalissimo anche se tendenzialmente nessuno te lo fa notare.
Verosimilmente non riuscirò a fare nessuna delle due cose però almeno ho scritto qua invece di tenermi tutto dentro e rischiare l'implosione.
Voi riuscite a vivere senza farvi toccare troppo dai comportamenti altrui? Raccontatemi.