Otto mesi fa sono stata per la prima volta da Bites a Milano e vi avevo parlato di questa bellissima esperienza qui.
Ci sono tornata e me ne sono innamorata di nuovo, forse ancora di più.
Questa volta ci sono andata da vegetariana (a ottobre mangiavo ancora il pesce) ed è stata un'esperienza meravigliosa.
Bites è aperto fino al 15 giugno -prima di GRANDI novità di cui non vedo l'ora di parlarvi- quindi prenotate subito.
Come sempre Dominique mi dà una mano a descrivervi la parte più tecnica dei piatti perché se fosse per me sarebbe solo una sfilza di "buono, buonissimo!".
Passo quindi la "parola" a lui, inserendo i miei commenti sulla parte vegetariana.









Bites è un ristorante che riprende il concetto di Omakase (servizio al banco da parte dello chef) in chiave occidentale. 
La cucina prende ispirazione dalla scuola del Noma, con molti prodotti fermentati e una serie di prodotti fatti in casa -dall’aceto alla salsa di soia-, utilizzando un mix di prodotti locali (come ad esempio il pomodoro cuore di bue) e materie prime che siamo abituati a vedere in cucine orientali (alghe e funghi in primis).
Rispetto alla nostra prima prova il ristorante ha impresso ancora maggiormente il proprio stile e la propria anima nei piatti: puntando molto su sapori acidi ed intensi. Ne è esempio la lingua di vitello con salsa verde alle alghe nori croccante. Un piatto che prende ispirazione da un classico italiano ma che gioca molto sul rapporto acido/morbido/croccante.
Il taco di lattuga con pasta di pistacchio e noccioli di ciliegio (ovviamente trattati) è una delle cose più buone di sempre ma mai quanto il pomodoro grigliato, marinato alla vodka -sì Bloody Mary ti pensiamo-  e piccante.
Ogni piatto è un microcosmo di sapori e contrasti che già da solo regge benissimo, ma che in combinazione nel menù degustazione crea un percorso unico che spazia tra vari sapori e consistenze.
Come sempre, consigliato!