Ho avuto un rapporto conflittuale con questo libro per tutto il tempo. Mi ha fatta innervosire la protagonista, dalla prima all'ultima pagina.
Non mi è piaciuto come è scritto, mi è sembrato un esercizio di stile continuo per farsi dire "ah che brava come scrive bene quest'autrice". Quando non si sforza a tutti i costi di farsi dire brava però ti vien voglia di dirglielo perché ecco, è scritto bene.
Mi rendo conto che sia un pensiero un po' contorto ma nella mia testa ha senso.
Il primo terzo di Tempi Eccitanti di Naoise Dolan mi ha fatto venire voglia di lanciarlo dalla finestra, una noia mortale fatta di una relazione noiosa e banale.
Si parte da Ava, giovane irlandese che si trasferisce a Hong Kong per insegnare inglese e perché a Dublino si annoia.
Si annoia anche post trasloco però e quindi si mette con un uomo ricco ma non stanno proprio insieme però lei non ha voglia di chiedergli se stiano insieme o no.
Insomma, se ho bisogno di sapere quanto sono difficili le relazioni nel 2021 mi basta parlare con le mie amiche.
Dopo arriva il twist, il terzo incomodo, la bellissima e instagrammabile Edith.
Capitalismo vs. comunismo, lotta di classe, omosessualità, femminismo, amore, noia. Non so ragazzi, nella mia non autorità in tema di letteratura io preferisco tutta la vita un Crazy Rich Asian molto più superficiale che un libro che deve a tutti i costi essere intellettuale e woke, sempre per rimanere in tema di persone ricche in Asia.
Tutto sommato non posso dire di averlo odiato ma nemmeno mi è piaciuto quanto mi sarei aspettata dalle recensioni entusiaste che ho letto in giro. Sono troppo stupida io forse, può darsi.
È il primo libro di quest'autrice e penso che possa essere anche un po' per questo che non mi ha convinta totalmente, magari con le prossime pubblicazioni perderà quella patina di volontà di perfezione stilistica e rafforzerà un po' di più la trama che mi ha lasciata proprio con la voglia di sbadigliare.