Ci sono delle cose di cui non parlate con nessuno?
Delle situazioni che avete vissuto, delle sensazioni provate dopo aver fatto qualcosa che non vi va di condividere? Nella mia vita ci sono e tendenzialmente non sono proprio elementi positivi, nulla di cui vada fiera, molto che fatico ad ammettere con me stessa.
Trovare un libro che sembra parlare esattamente di quello che hai dentro e riesce a farlo in modo da farti sentire allo stesso tempo distrutta ma anche immensamente sollevata è stata una delle esperienze per me più forti a livello emotivo degli ultimi boh, nove mesi?
Ecco quello che è stato per me La Cicatrice Perfetta di Paola Zeta, divorato in poche ore e disperatamente cercando di contenermi e rallentare nella lettura, per una volta.
Più forte dell'ennesimo flirt senza significato, più forte dei svariati tentativi di autoanalisi che sto effettuando.
La cicatrice perfetta ci parla di Demetra, una donna molto forte e molto fragile che tende ad allontanare tutti con una fermezza irriducibile tranne quei pochi che invece tiene molto stretti a sè.
Abbiamo qualche flash sulla sua vita, qualche accenno del perché possa aver avuto il bisogno di crearsi una corazza così forte. Qualcosa ce lo possiamo immaginare, riempiendo i vuoti del non detto con la nostra proiezione, con quello che abbiamo vissuto e che riconosciamo in lei, con quello che ci ha lasciato cicatrici.
Amori sbagliati, uomini violenti, voglia di conquistare tanto per fare. Ci si incazza con Demetra perché il suo autosabotaggio è così palese e così eccessivo da farci dire ma no, ma smettila, ma cosa stai facendo. Poi però ci si affeziona e ci si innamora di lei, inesorabilmente.
Viviamo il suo rapporto con i suoi amici, Anna e Matteo, che sono più anime gemelle che semplici compagni di avventure.
Viene descritto il lento avvicinamento ad un nuovo elemento amoroso, Alessandro, che però ci aspettiamo andar male e quindi leggiamo ma con gli occhi mezzi chiusi perché non lo vogliamo veder fallire questo rapporto, vorremmo illuderci che possa esserci qualcosa di bello.
La storia è raccontata in modo da essere fin troppo coinvolgente, il mio unico appunto è che l'ho finito decisamente troppo in fretta.
Dire che mi è piaciuto è decisamente riduttivo, mi ha preso il cuore.