Non mi capitava da molto di leggere un libro che mi piace al punto da non volerlo finire. È successo con Spigole di Tito Faraci, ad ogni pagina pensavo di volerlo mettere giù per un po’ perché non mi andava proprio di girare l’ultima.

Un’altra cosa che non mi capita quasi mai è quella di leggere libri in italiano ma sono molto felice di essere venuta meno a questa regola non scritta che vige nella mia testa per i motivi descritti al punto uno.

Spigole racconta la storia di uno scrittore di fumetti che non ama più molto il suo lavoro e che forse non l’ha mai amato così tanto.

Si ritrova ogni giorno a dover buttare in avanti una storia per cui non ha più molto da dire e allo stesso tempo passa le giornate a nascondersi da una realtà che non vuole affrontare.

Se non vi siete mai trovati in vita vostra in questa situazione probabilmente empatizzerete meno con il protagonista ma probabilmente siete anche o molto molto giovani o degli automi.

Il racconto parte dal momento in cui Ettore decide di cambiare vita e lasciarsi alle spalle il suo…lavoro.

Ovviamente non fila tutto liscio e si trova quindi ad affrontare un’avventura da fumetto, quasi come quelle scritte da lui, con tanto di amici che gli danno una mano ad investigare, cattivi monocolori e colpi di scena inaspettati.

La descrizione di questa avventura è raccontata con un misto di leggerezza e malinconia che ha reso Spigole il genere di libro che vorresti andasse avanti, che non vuoi si concluda con la risoluzione dell’episodio narrato ma vorresti saperne di più sulle vite dei protagonisti a cui ti sei affezionato in modo naturale e non forzato, non ti devono piacere per forza perché l’autore te lo impone.

C’è una Milano in sottofondo che mi fa venire una nostalgia pazzesca, come se ci avessi vissuto decenni e non ci andassi da mesi.

È scritto in modo da renderlo perfetto come lettura non troppo impegnativa ma è ben strutturato al punto da non essere banale e da non darvi la sensazione di aver buttato il vostro tempo, cosa che odio e per cui ringrazio il cielo di avere come talento il leggere velocissimo.

Insomma, si capisce che mi è piaciuto?