Il Testamento Donadieu
di Georges Simenon
Rileggendo alcuni post vecchi mi sono resa conto che sono più i libri leggeri di cui vi ho parlato che quelli con più sostanza e devo dire che la cosa non mi dispiace.
Sempre più spesso mi irrita l'ostentazione continua della cultura sui social e vorrei per equilibrare la cosa parlare solo di romanzi con la copertina rosa, rossetti opachi e cartoni animati.
Odio il voler sfoggiare il proprio sapere ma ancora di più odio il giudicare gli altri per quel che leggono o non leggono.
Davvero avete bisogno che vi parli dei classici che ho letto per pensare che non sia stupida per aver letto anche dei gialli usciti esclusivamente in paperback? 
Mie polemiche a parte, oggi vi parlo del libro più bello che ho letto ultimamente che -mi viene quasi da dire purtroppo dato il ragionamento di cui sopra, preferirei pensaste sono cretina se per voi un  libro è criterio di giudizio per l'intelligenza degli altri- non è tra i più frivoli.
Da tempo volevo leggere qualcosa di Simenon, principalmente perché mi è stato consigliato da persone di cui mi fido molto -compreso il giorno in cui ho deciso di acquistare questo- e Il Testamento Donadieu,è stato un ottimo primo passo.
È una storia di una famiglia che si disgrega molto velocemente a seguito della morte del suo capofamiglia Oscar Donadieu -anche se dai racconti su di lui che emergono lo definirei quasi un capobranco- e alla conseguente lettura del suo testamento. Ambientato temporalmente nella prima metà del novecento e geograficamente tra Parigi e La Rochelle, è un romanzo lungo e durante la lettura del quale si percepisce chiaramente il suo essere stato concepito per uscire a puntate. Ho apprezzato moltissimo le diverse personalità dei diversi membri della famiglia, descritti così bene che si arriva a conoscerli senza però che diventino eccessivamente prevedibili.
Non ci sono eroi, ci sono le debolezze di tutti esposte in modo non sempre gentile e soprattutto ci sono i singoli caratteri che tirano fuori il peggio man mano che l'impero costruito dal defunto padre si disgrega.
Il romanzo è scorrevole, non annoia mai, descrizioni e dialoghi non sono mai eccessivamente dettagliate e non annoiano.
La sensazione prevalente è quella di un'ansia sottile, ansia per i personaggi, per il loro destino e per le loro cattive azioni. Forse anche per la consapevolezza che in molti casi ci saremmo  comportati male anche noi, forse un po' meno.
È una storia incredibilmente attuale, con figli che si fanno odiare dai genitori e madri malvagie.
Il giallo dietro alla morte dell'armatore capofamiglia è solo il punto di partenza, il decadere della famiglia è decisamente più interessante e coinvolgente.
Mi ha tenuta attaccata alle sue pagine fino alla fine e per me è praticamente un miracolo considerando quanto velocemente leggo, finiscono sempre troppo veloce tutti e non ho mai abbastanza tempo per appassionarmi. Il Testamento Donadieu ha il mix perfetto tra lunghezza della storia, personaggi che ami odiare e trama interessante per tenermi sufficientemente interessata e veramente curiosa di scoprire cosa succederà dopo.
Mi è venuta decisamente voglia di leggere altro di Simenon e ho fede di acquistare altri libri appena finirà questa situazione.
Qual è il libro che avete amato di più ultimamente? Ditemi!