Prima della quarantena ho conosciuto un uomo che mi piace davvero, cosa che non accadeva da così tanto tempo che quasi non ho capito bene che strane emozioni stessi provando. Ma proprio immediatamente prima, con il solito pessimo tempismo caratteristico della mia vita che mi fa pensare di essere particolarmente antipatica a qualche divinità.
Il post di oggi non parla di quello che -non- c’è stato tra di noi perché non sarebbe rispettoso nei suoi confronti anche se non mi legge ma nemmeno nei miei, questa non è la colonna di Carrie in SATC e io ormai metto solo sneakers e niente tacchi.
Il post di oggi parla di come il passato ci incasini il presente e di come camminare sulle uova sia inutile e forse è meglio prenderle e lanciarle contro dei vetri.

Ora, è il 2020. Ci sono mille mezzi e modi per conoscere persone, il che è una cosa che come sapete io apprezzo moltissimo. Mezzi raggiungibili e sfruttati da tutti come è normale che sia. Quindi ti piace uno o una, ci parli, ci esci, pensi di esserci stata bene, il giorno dopo mette superlike alla tua amica su Tinder (questa mi è successa davvero, alla mia amica e a tre sue compagne di corso). Certo, non vi siete dichiarati amore eterno, ti dici quando te lo dicono. E ti senti sbagliata a rimanerci male, quindi la volta dopo anche se un’uscita è andata bene mmm magari mentre torni a casa in metro fai dieci minuti su tinder a swipare che non si sa mai. Per fortuna su instagram non si vede più chi mette mi piace a chi, risparmiamo almeno un po’ di drammi.
Poi una volta invece si sbilancia lui e ti dice che no, dovete stare insieme, che non è importante nient’altro, che si farà due ore di macchina al giorno per passare la notte sul tuo terrazzo (molto romantico, per fortuna era luglio). E allora okay, ti prendi questa esclusività perché chissà quando ti ricapita. Ti abitui e poi hey sai cosa c’è, mi sono ricordato che effettivamente mi sono separato da poco per ora voglio concentrarmi sulle mie figlie, ciao!
E così via in decine e decine di episodi capitati a me, ai miei amici, alle mie amiche che ci ha ridotti a piangere uno nelle braccia dell’altra (vi amo amici del cuore always grateful).
Io ho capito di dovermi adattare a questo modo di vivere le relazioni così liquido, a non prendere sul serio nulla, a non avere aspettative.
Ora, mi sono resa conto che questa questione delle aspettative è facilmente fraintendibile, vediamo se riesco a spiegarmi in modo chiaro (spoiler: no).
Io non intendo che visto che ho conosciuto degli uomini di merda mi aspetto che tutti gli uomini siano così, esattamente come spero che non tutti gli uomini con cui sono stata orribile non abbiano perso speranza nel genere femminile.
Cerco semplicemente di non proiettare quello che provo o penso sugli altri, un po’ per minimizzare eventuali calci in faccia e un po’ per non dare agli altri responsabilità che legittimamente non hanno.
Funziona? Ovviamente no. Non funziona perché non esprimendomi su qualcosa che non mi fa star bene (non pensandomi legittimata a farlo, chi sono io per dirlo?) finisco per infilarmi in un loop di tristezza da cui non esco più. Non funziona perché se mi piace uno io non riesco a parlare con altri sei, mi annoio proprio e mi sembra uno spreco di tempo che potrei passare a parlare con l’unico che mi piace. È colpa di tinder, della società moderna, di Saturno contro? Non lo so, non credo, non solo. È inevitabile avere un passato che condizioni il presente o almeno così penso. 
Potremmo risparmiarci molte seghe mentali se fossimo più chiari? Può darsi anche.
Ho una soluzione a tutto questo? È più probabile che lanciando una freccia sul calendario becchi la data giusta di fine quarantena.