Sono le 4:22 di lunedì 2 marzo 2020.
Sapevo che avrei potuto voluto e dovuto scrivere questo post a un certo punto ma non pensavo così, non in questo momento e non con questo caos in testa.
Se mi seguite da un po’ sapete che mi sono trasferita a Lugano nel 2016 per aprire un ristorante insieme a mio fratello.
Il 31 gennaio quell’avventura è finita.


Non vi racconterò nei dettagli perché e come, non credo sia il posto appropriato né ho particolarmente voglia di parlarne con tutti.
È stato doloroso ma anche una liberazione.
Ci ho messo una quantità di impegno e amore che non credevo nemmeno possibile e sono stata parzialmente ricompensata ma la dura realtà è che no, non basta.
Ho accumulato una serie di delusioni e calci in faccia che basterebbero per molte più persone ma è andata così.
Ora vorrei molto dirvi che sì, ho piani spettacolari per il futuro!
Ed è vero, almeno un po’. Ho avuto delle opportunità veramente interessanti sia nel campo beauty che in quello del cibo, cambiando però il mio ruolo.
Le ho colte facendo del mio meglio, impegnandomi al massimo. Oggi -se dormo almeno un’altra ora- inizio una nuova avventura lavorativa per cui sono molto emozionata e entusiasta.
Però.
Però mi sento come se non avessi metabolizzato tante cose, sono molto spaventata, ho paura di non essere capace di fare la scelta giusta. 
Non ho più molta voglia di cercare sempre quel che c’è di bello perché più e più volte negli ultimi mesi ogni volta che ho messo ogni sforzo nel trovare del buono poi mi sono vista distruggere tutto davanti agli occhi.
Sono consapevole che nessuno abbia una vita facile ma sono stanca di averne una in cui ci sono ostacoli sempre più grandi di me che onestamente non ho la forza di affrontare più.
Vorrei sperare che è solo perché non riesco a dormire, che domani sarò di nuovo io.
La realtà è che mi sono persa e che non so bene come ritrovarmi. Vorrei poter dare la responsabilità delle mie scelte a qualcun altro e dimenticarmene, almeno per qualche giorno.
Invece non si può e quindi adesso dormiamo ancora un paio d’ore e poi via di nuovo in piedi a far finta di saper affrontare qualsiasi cosa.