Io sono una persona schifosamente abitudinaria.
Mi piace alzarmi al mattino e sapere che ho la pillola anticoncezionale vicino al lavandino e insieme alle vitamine perché la prima cosa che faccio quando mi è alzo è bere un bicchiere d'acqua. Mi piace fare lo stesso giro con il cane quando andiamo al parco. Mi piace mangiare la stessa cena per anche tre mesi (lo so che non va bene ma per me ceci+tonno+quark è imbattibile). 
Sono molto noiosa? Non lo escludo.
Mentre sto scrivendo sto affrontando uno dei periodi più pesanti della mia vita. Spero che per quando avrò pubblicato questo post le cose saranno anche solo leggermente meno complesse.
Ho svuotato due case, un ristorante, cambiato vita, avuto diverse offerte di lavoro, fatto diverse trasferte lavorative che senza macchina mi hanno prosciugato tutte le energie per i vari spostamenti.
Cerco di tenere botta e di non lamentarmi troppo perché lo so che c'è di peggio però ecco io sono esausta. Non avere certezze, non saper bene cosa avrei fatto della mia vita per diversi giorni, stare in una casa senza elettricità (questa è una storia su cui tra qualche anno rideremo), andare avanti e indietro da bergamo per dieci e giorni tutte le sere dopo le nove. Diciamo che anche una persona poco abitudinaria probabilmente non l'avrebbe presa benissimo, io che sono schifosamente abituata ad avere tutto in ordine e a posto sono andata in crisi.
Come vi ho già detto qualche post fa cercare di prendermi cura di me stessa anche nel modo più superficiale mi ha aiutata.
Non immaginavo che quel che ho scritto seduta sul divano nel pieno della mia disperazione avrebbe avuto un feedback del genere, ho ricevuto tantissimi messaggi sia su instagram che su facebook che mi hanno veramente riempito il cuore.
Quindi ho pensato di fare un post con i miei consigli su come affrontare questi periodi in cui va tutto sottosopra, con la speranza di cuore che possa essere di aiuto anche solo ad una persona.

  • Accettate aiuto. Questo punto è per me il più difficile, purtroppo. Ho un carattere che mi porta a non chiedere nulla a chi mi sta vicino. Mi sono molto interrogata su questo aspetto del mio carattere e penso ci siano diverse motivazioni dietro a questo atteggiamento. Un po' non voglio poi dovermi sentire in dovere di sdebitarmi con qualcuno e un po' non voglio essere un peso su chi già ha i suoi problemi. Però ho imparato che dire "sì, avrei bisogno che facessi questo per me, grazie" non fa crollare il mondo. Le persone che vi vogliono bene sono felici di darvi anche solo un pochino di sollievo. 
  • State dritti con la schiena. Questo è un consiglio che viene diretto dalla mia amica Fra, che mi "sgrida" sempre e fa bene. Non mi sto allenando e mi sento molto in colpa -nonché parecchio molliccia- ma quel che posso fare è almeno stare dritta e non stare curva. Lo so che quando siamo tristi ci viene da stare piegati e appallottolati ma non fa bene, davvero. 
  • Sto mangiando male. È una cosa che mi fa diventare pazza, mi mancano le mie insalatone, il mio avocado. Mi rendo conto che il rapporto con il cibo nei momenti di difficoltà torna ad essere poco sano come anni fa. Vorrei o non mangiare del tutto o mangiare solo schifezze. Cerco di trovare un equilibrio tra la voglia di ammazzarmi di fast food e quella di non toccare acqua, di mangiare cose abbastanza sane anche se sono fuori a mangiare fin troppo spesso (e senza cucina al momento in cui scrivo, tra l'altro). Mollate i carboidrati anche se vi danno conforto perché poi vi rimbambiscono, per favore.
  • Accettate tutta  questa merda. Ci sono degli eventi che sono difficili da metabolizzare, lo so. Negare la realtà però non vi aiuterà ad andare oltre. Piangete, urlate, parlatene con chi volete.

Non so quando e se tornerò alla mia routine. Mi manca e ne ho bisogno però intanto cerco di stare in piedi, come sempre.