Mi piacciono i rossetti, i profumi, i tacchi altissimi, le mini di pelle. 
Mi piace perdere tempo a fare il tapis roulant per vedermi bene allo specchio, mi piace farmi la maschera per i capelli, mi piace la sera mettermi l'acido in faccia.
Mi piacciono anche i libri sulla strategia militare, leggere più quotidiani possibile, organizzare eventi per decine e decine di persone, scrivere poesie.
Quando ho aperto il blog non l'ho detto praticamente a nessuno.
Parlare di rossetti mi sembrava infinitamente stupido e quasi me ne vergognavo. Ho studiato Scienze Politiche, dire che nel tempo libero recensivo fondotinta mi sembrava imbarazzante.
Negli anni ho iniziato a interessarmi meno all'opinione degli altri.
E quindi tutti i miei amici sanno del blog e anche tanti dei miei clienti.
So però che a volte dire che scrivo fiumi di parole su profumi e ombretti non è il massimo, specialmente dato il modo in cui mi presento. Mi piace vestirmi bene, anche se devo correre sui tacchi dodici ore al giorno.
E quindi sì, tante volte lo vedo che la gente pensa che io sia un'oca, senza per forza voler essere cattivi ma il risultato non è bellissimo.
Non è bello che una persona che non vi conosce spari a zero sul farsi selfie per far vedere al rossetto alle otto di mattina, decisamente. Specialmente perché questa persona non sa che truccarvi è l'unico momento di frivolezza totale in una giornata in cui bisogna stringere i denti e dare calci.
Ma.
A me interessa quello che pensa la gente? 
Sinceramente, no. Anzi, ben venga. Che pensino pure che siete stupide: questo vi porta automaticamente in vantaggio, potete comportarvi usando tutto il vostro cervello senza che loro se lo aspettino.
Fa più male quando una "critica" arriva da una persona a cui volete bene, come l'amico dello screen postato qui sopra.
Io capisco cosa vuol dire. Capisco che superficialmente posso sembrare particolarmente frivola.
Insomma, nel mio account instagram non faccio live in cui commento le notizie di rilievo mondiale e non metto in bella vista la pila di libri impegnati che staziona sul mio comodino.
Ma questa è una lettura superficiale, appunto. 
A me fa tenerezza chi sente il bisogno di ostentare la propria cultura, secondo me nasconde più insicurezza di chi si fa dieci selfie al giorno.
Che poi, anche se i miei unici interessi fossero rossetti e profumi, farei male a qualcuno? Io conosco delle donne superficiali e -breaking- non sono per questo cattive persone.
Magari potrei avere difficoltà a costruirci un'amicizia stretta ma non per questo ritengo che siano soggetti da criticare.
Quindi sì, io ho un mondo di cose da dire. Semplicemente non ritengo necessario urlare a tutti che ho un cervello che funziona, anche perché se qualcuno pensa che i vostri neuroni non sono attivi solo perché vi piacciono i blush anche who cares.