Mia mamma finisce i rossetti.
Per anni ne ha usato uno di YSL aranciato e bellissimo, grandi tragedie quando è andato fuori produzione.
Non si trucca mai molto da che ne ho memoria, un po' di matita e odia assolutamente il mascara -temo che sia perché non si strucca ma facciamo finta che io non lo sappia- ma il rossetto sempre.
Prima che nascessimo noi quattro figli viveva in Australia e lavorava in una farmacia che dai suoi racconti incarna perfettamente la definizione di drugstore.
Il dr. Jones le ha fatto fare dei corsi con Avon, sotto il periodo natalizio si è inventata un cesto da mettere sul banco con gli smalti tutti a un dollaro.
Quando mi trucco con un contouring troppo pesante mi sfuma con le mani e per fortuna, che a volte il rischio delle guance marroni batte l'aspirazione Kardashian.
Usa Anais Anais di Cacharel come profumo da una vita, nonostante mio padre ogni tot si ostini a regalargliene qualcuno diverso.
Mia mamma non ama -per essere gentile- i tatuaggi. Ogni volta che le annuncio di volerne fare uno si dispera e la domanda più frequente è "gioia ma come fai con l'abito da sposa?"
Quando sono tornata da Cabo questa volta le ho detto di non essermi fatta pasticciare, omettendo che ho evitato solo perché non c'era il mio solito tatuatore, e penso di averla fatta felice più di un 8 in greco -mai preso se non sulla teoria-.
Mia mamma si veste quasi sempre di bianco e con un sacco di collane colorate, quando andiamo in giro sembro la sua figlia goth ribelle anche se la fase ribelle l'ho passata da un bel po'.
È fiera di me quando riesco a fare delle cose che non pensavo che sarei mai riuscita a fare e sopporta le mie scelte stupide, senza mai dirmi "te l'avevo detto" quando torno da lei a leccarmi le ferite.
Io a mia mamma non dico tutto.
Non perché voglia nasconderle qualcosa ma perché sono così e lo sono sempre stata, riservata al limite del patologico.
Però so che posso farlo, ecco.
Non condividiamo moltissime passioni. Lei è la cuoca migliore del mondo, io brucio l'acqua senza accendere i fornelli. 
Però leggiamo entrambe tanto e le passo i libri che mi fanno piangere da morire perché anche se deve affrontare delle cose enormi e ancora troppe sofferenze che non si merita e mai si è meritata lei non piange praticamente mai, così almeno si sfoga un po'.
Io con mia mamma litigo, abbiamo due caratteri molto diversi e ostinati su cose stupide per motivi stupidi.
Litighiamo, mi dice di non tornare a Bergamo e di starmene a Lugano per un po'.
Poi non la vedo per una settimana e mi manca da morire e venerdì sono corsa in stazione coi tacchi -rischiando di ammazzarmi ma non importa- per stare con lei.
La mia mamma mi chiede sempre di scriverle una lettera per il compleanno e io sono sempre impegnata a fare qualche cazzata, quindi la scrivo ora anche se compie gli anni a maggio.
E io penso che fare la mamma sia una delle cose più difficile di sempre, io non so farmi rispettare nemmeno da Choclatim e in un terribile giorno di agosto mi sono dimenticata di dargli la pappa -poi me l'ha ricordato, ve lo giuro-.
Penso che vederla mettersi il rossetto -spesso in macchina due minuti prima di scendere, decisamente su questo non siamo per niente simili- sia una delle cose più belle del mondo.