Voglio rifarmi le tette.
Non è la priorità della mia vita in questo momento, non è il primo pensiero che faccio alla mattina.
Quando però sono in mutande a mettermi la crema davanti allo specchio ci penso, sì.
È un capriccio più che una necessità se sono onesta, la situazione non è assolutamente tragica.

Dopo un lungo e tortuoso percorso sono arrivata quasi a piacermi, quasi tutta.
Mi guardo e mi dico che dai, non sono così male.
Ho cambiato quello che potevo cambiare e ho accettato la maggior parte dei miei difetti.
Però quando sono pigramente impegnata a guardare foto che mi suggerisce instagram ecco che torno ad essere la sedicenne sfigatissima e emo che si faceva schifo e a giorni alterni mi fisso su qualcosa che non va.
Ultimamente sono le tette, appunto.
Non importa quanto il mio ragazzo mi dica che non ho assolutamente bisogno fare interventi -che se state con qualcuno che vi fa sentire meno che perfette è un problema brutto brutto non devo dirvelo io, vero?-, quanto le mie amiche si oppongano a questo desiderio e così via.
È difficile avere un bel rapporto con il proprio aspetto ed è una cosa che è solo tra la nostra testa e il nostro riflesso -spesso distorto-.
So anche che non è uno dei problemi più gravi che si possa avere, vorrei tanto che l'unica agonia della mia vita adolescenziale e degli ultimi anni fosse appunto il guardarmi allo specchio e non piacermi.
Credo però che sia umano -tristemente umano- soffrire anche per piccole cose di poco conto.
Negli ultimi anni il trucco è stato un aiuto enorme, un modo per accettarmi e vedermi meglio allo specchio.
Allo stesso tempo si è rivelato anche un nemico non da poco, ero arrivata al punto di non riconoscermi senza.
Non che io faccia chissà che makeup con effetti speciali però ecco, senza mascara non uscivo di casa.
Nell'ultimo anno e mezzo mi sono riappropriata della mia faccia e ora riesco anche ad uscire bare-faced senza vergognarmene.
Che poi, cosa avrei da vergognarmene?
Io vedo tantissime donne belle attorno a me, truccate o meno.
Non è una sparata buonista -tipo-, davvero.
Quando anche c'è una donna che mi fa incazzare o con cui litigo il primo insulto che mi viene non è mai "è un cesso" -e neanche: che troia! ma quello è un altro discorso- ma magari "che stronza".
Non misuro le altre in prima battuta per come appaiono, per come si truccano -o meno-, per come si vestono.
Guardo spesso con ammirazione altre donne, che siano su quei feed perfetti di instagram o in coda per me alla Coop mentre compro la crescenza senza lattosio.
Se non sono spietata con gli altri perché devo esserlo con me stessa?
Con il passare del tempo mi sono resa conto di una realtà spaventosa, anche più della fottuta pancetta -quasi eliminata praise the lord!-.
Questo stupido conflitto è solo con me stessa e posso vincerlo solo io.
L'apprezzamento altrui non cambia la percezione che ho di me e non so bene nemmeno io come cambiarla.
La mia mamma dice sempre che ha iniziato a piacersi a trent'anni e io ho visto quanto era bella anche prima però ecco, mi basterebbe non avere un'autostima così fragile da barcollare alla foto della prima strafiga su instagram.
Voglio continuare a fare il possibile per migliorarmi, quello sì.
Voglio anche dirmi che posso passare un quarto d'ora a struggermi perché non ho delle super tette -continuo a volerle rifare, non me lo toglie nessuno dalla testa- senza però sentirmi una cretina se lo faccio, consapevole che ho affrontato problemi ben più gravi che mi hanno tolto il sonno per mesi e il resto si supera tutto.
Questo post chiacchiericcio e senza un filo conduttore per dire anche a voi che sì, potete lamentarvi per le gambe corte il naso storto o quello che è.
Cambiamo quello che possiamo, senza impazzirci, e impariamo a guardarci un po' di più con gli occhi degli altri.
Io, per esempio, sbircio sempre i vostri profili instagram.
Siete belle, con animali fantastici, vite piene di cose che mi piacciono.
E adesso basta che mi commuovo.