“But if these years have taught me anything it is this: you can never run away. Not ever. The only way out is in.” 

La breve favolosa vita di Oscar Wao di Junot Diaz mi è piaciuto, tanto.
Prima delle mie solite chiacchiere più o meno utili sulla trama e sull'impressione che mi ha fatto il libro volevo parlare di un'altra cosa.
Questo libro ha vinto il premio Pulitzer del 2008 e all'epoca mi sembrava che lo stessero leggendo tutti, lo vedevo un po' ovunque.


Voi come vi ponete nei confronti di un libro che ha un grande successo commerciale o della critica?
Io, che lo voglia ammettere o meno, ho un animo da hipster che non riesco a sradicare.
Non c'è nulla da fare, se un libro/film/cantante viene letto/visto/ascoltato da tutti a me passa la voglia di avvicinarmici.
Più sui libri ci attaccano adesivi e fascette che ne proclamano numeri raggiunti e successi ottenuti meno a me viene voglia di leggerlo.
È un atteggiamento maturo? No, assolutamente no.
Però davvero è più forte di me, che posso farci. 
Considerazione stupide a parte, parliamo del libro.
L'Oscar del libro, il protagonista, è un diciottenne goffo, poco attraente e molto intelligente.
Diaz racconta la sua storia e quella della sua famiglia. Oltre alle vicende personali ci sono quelle di un paese, la Repubblica Dominicana, in una particolare condizione storico-politica.
Questo libro è triste, malinconico e divertente allo stesso tempo.
Ho amato il modo di scrivere di Diaz, la sua caratterizzazione dei personaggi -specialmente quelli femminili-.
Mi sono sentita stupida per non aver letto subito il libro e aver rischiato di perdermi una storia bella solo perché *lo stanno leggendo tutti, non voglio leggerlo anche io*.
Voi l'avete letto?