Nabla Cosmetics mi piace.
Mi piace per le immagini meravigliose che sceglie per rappresentare le sue collezioni, per il packaging minimale ma non noioso dei prodotti, per la gentilezza di chi si occupa del brand sotto ogni punto di vista.
Non mi piacciono tutti i prodotti che ho provato ma sicuramente mi piacciono i loro ombretti.
Tranne Lazy Days, con Lazy Days ho una storia tormentata.



Dopo il primo post di prime impressioni all’epoca del lancio della linea mi sono limitata a fare review in seguito a  diversi mesi di utilizzo, come sono solita fare con qualsiasi prodotto.
In questo caso però ho deciso di fare un post di prime impressioni, aiutata nella decisione anche dal vostro parere sulla pagina Facebook.
La collezione Genesis arriva ad un anno dalla nascita di Nabla e, per quanto mi riguarda, non poteva esserci un modo migliore per festeggiare.
Sul sito è disponibile da domani.
Nella mia esperienza gli ombretti Nabla sono davvero ottimi in tutto, dalla pigmentazione alla durata.*
Il fatto di poterli trovare in refill è anche meglio, secondo me, specialmente considerando che con l’acquisto di sei di questi c’è la palette in omaggio, comodissima.
Il range di colori proposto in questa collezione per me è davvero bello.
Ho letto un po’ di lamentele sul fatto che non ci sono colori sufficientemente forti o unici.
Non posso dire che non sia così ma vi confesso anche che a me questa scelta piace.
Non c’è un colore che non indosserei della gamma, davvero.
Secondo me è una scelta ragionata e sensata quella di proporre colori che sono apprezzati da un gran numero di persone. 
Non dico che non faranno mai un verde acido o un giallo canarino però ecco, è un brand emergente e si è posto in un modo che non mi sento di criticare.
Dopo queste blatere senza senso passiamo agli ombretti che ho ricevuto io.
Premessa: non li ho ancora provati tutti sugli occhi. Li ho ricevuti lunedì pomeriggio e avrei potuto testarli tutti e sei solo facendoli indossare alla mia coinquilina, ai porcellini d’india e a qualche vicino di casa.
La primissima impressione è che siano un po’ meno morbidi di quelli usciti prima ma ugualmente pigmentati. Da quelli che ho provato ora sembra che questo fatto non cambi la loro alta sfumabilità e la semplicità di applicazione ma è una cosa che ho notato subito e volevo dirvi.
Ok, adesso li guardiamo uno per uno.**


Petra è bellissimo.
Il primo che ho indossato subito quando l’ho ricevuto, messo immediatamente su tutta la palpebra con chili di matita nera per quel look anni 90/rockstar chic che mi piace tanto.
Il colore è un ocra-marroncino (eh?) stupendo, totalmente opaco.
Si è sfumato alla perfezione e non ha creato macchie di colore.


L’ho paragonato a Caramel, ancora prima di riceverlo a dire la verità.
Non è esattamente lo stesso colore, anzi, ma è della stessa famiglia secondo me.
Considerando che Caramel a me fa impazzire sulle altre ma odio il fatto che su di me si fonda con la pelle Petra è perfetto. Ti voglio già bene, Petra.


Mimesis io lo amo ragazze, non so che dirvi.
È un viola-prugna opaco che è semplicemente stupendo.
L’ho utilizzato nella piega con Petra e wow, davvero.
Si sfuma anche parecchio bene, vi dico però che io ho usato il 217 di MAC per sfumare, con qualsiasi altro pennello non sono in grado.


L’ho paragonato al colore più scuro della mia amata palette di Burberry, Plum Pink.
Mimesis è opaco e quello Burberry è leggermente satinato ma la punta di colore secondo me è quella.
Adoro.



Sandy è bello.
So che non è un colore unico ma non ho mai abbastanza champagne, forse un po’ rosato? no?, shimmer da spalmarmi sulla palpebra di corsa mentre sto uscendo di casa.
Tipo stamattina? Sì, tipo stamattina.
Mi ha fatto un’ottima prima impressione, è al livello degli altri ombretti Nabla con questo finish.


L’ho paragonato a diversi ombretti, come vi dicevo è un tono che mi piace tanto.
Dall’alto abbiamo: Sandy, Entropy, Dreamer e il quintultimo ombretto della Iconic 3.
Entropy è più bronzato, dreamer è proprio sull’argento e quello della Makeup Revolution non c’entra nulla ma volevo metterlo.


Poi c’è Superposition che io continuo a chiamare Superstition senza alcun motivo.
Mi piace a vederlo nel pan ma non so se lo vedo su di me.
È un beige-rosa con un sacco di riflessi sull’azzurro. Mi pare. Forse ho problemi di vista.


L’ho paragonato al secondo ombretto della prima fila della And God Created The Woman di Nars.
Il tono di base mi pare abbastanza simile ma Superposition ha tutti quei riflessi che quello Nars non ha.

Eternity è il blu che tutte aspettavamo.
Anzi, che tutte aspettavate, io voglio solo un’altra decina di ombretti marroni.
Scherzi a parte, è un punto di blu molto bello e sufficientemente scuro perché io riesca ad utilizzarlo senza avere attacchi di panico vari.


Grenadine è un rosa-corallo shimmer.
Non dico che non mi piaccia ma ecco, speravo fosse più scuro.
Un colore così lo immagino più per la primavera, mi ricorda un po’ Abstraction di Chanel.
Non li ho potuti paragonare perché purtroppo non l’ho a Milano con me, se vi interessa appena riesco aggiungo una foto.

Eeee questo è tutto!
Spero di aver chiarito un po’ le idee ma potrei benissimo avervi confuso e basta, in tal caso mi dispiace.
Mancano tante comparazioni che avrei potuto fare ma qua a Milano non ho tutto lo stash, se vi viene in mente qualche colore da mettere a paragone ditemelo che nel weekend faccio il possibile!


With love,
S.

*tranne Lazy Days. Io e lui non andiamo d’accordo. Ve l’ho già detto? Ve lo dico.

**per la descrizione ufficiale dei colori NON fate affidamento su di me. Sono descritti in modo poetico e meraviglioso nel comunicato stampa, fidatevi di quello.