Anybody Out There by Marian Keyes.
I absolutely love Marian Keyes's books. I just can't define her books as *chick lit*, there's so much more in what she writes.
I've read pretty much all her books and this is one of my favorites.

Speranze e Bugie di Marian Keyes.
Amo alla follia i libri di Marian Keyes. Non riesco davvero a definire i suoi libri come *chick lit*, c'è davvero molto di più in quello che scrive.
Ho letto praticamente tutto ciò che ha prodotto e questo libro è uno dei miei preferiti tra i suoi.




This author wrote various books narrating the Walsh's family and sisters adventures .
You don't necessarily have to have read the other books to properly understand this, each story works on its own.
I have to say I really appreciate the choice of following the same family and its components trough the years, every time I like a book and its characters I always end up wanting to know more about them.
The main character of this book is Anna: the youngest and messed up sister.
In the first part of the book we find an extremely suffering -on an emotional and physical level- woman, back in her Dublin home.
It then goes on with a series of flashbacks that narrate Anna's life in NYC with her beloved husband Aidan an a dream job in the pr of a makeup line.
What's the event that brought Anna back home? I can tell you that I spent the first part of the book trying to come up with a believable explanation, without making it.
When Keyes tell us the reasons of the big change…tears, a lot of tears.
There are moments in this book that we'll make you cry like a baby.
Luckily there are just as many that will make you literally laugh out loud, I love the humor of this author.
I absolutely loved this book, light enough to be read with great pleasure but without being too frivolous and making me feel like an idiot while I read it.
Did you ever wonder what happened to the characters when you finish a story?

L'autrice ha scritto diversi libri raccontando le storie della famiglia Walsh e delle sorelle della stessa. 
Non è necessario che abbiate letto anche gli altri libri per capire questo, ogni storia è a sé stante.
Io devo dire che apprezzo particolarmente la scelta di seguire la stessa famiglia e i suoi componenti negli anni, ogni volta che mi piace un libro e i suoi personaggi mi ritrovo a desiderare di voler sapere di più su di loro.
La protagonista di questo libro è Anna, la sorella più piccola e incasinata.
Nella prima parte del libro troviamo una donna estremamente sofferente -a livello fisico e mentale-, tornata nella casa di famiglia a Dublino. 
Prosegue poi con tutta una serie di flashback che ci raccontano la vita di Anna a New York con il suo amato marito Aidan e un lavoro da sogno, lavorare nelle PR per una linea di make-up.
Cos'avrà portato Anna a tornare indietro? Vi dico solo che ho passato la prima parte del libro a cercare di immaginare qualche situazione plausibile, senza però formulare l'ipotesi corretta.
Quando poi la Keyes rivela i motivi del cambiamento…lacrime, un sacco di lacrime.
Ci sono momenti in questo libro che, se siete un po' inclini alla lacrima facile come la sottoscritta, vi faranno piangere senza ritegno.
Ce ne sono però altrettanti che vi faranno ridere tantissimo, quest'autrice ha un umorismo che adoro.
Mi è piaciuto moltissimo questo libro, sufficientemente leggero per essere letto con piacere ma non troppo frivolo da farmi sentire stupida mentre l'ho letto ed estremamente coinvolgente.
Voi vi trovate mai a chiedervi cosa succede ai personaggi quando finite di leggere una storia?


With love,
S.


"I couldn't be with people and I didn't want to be alone. Suddenly my perspective whooshed and I was far out in space, watching the world. I could see millions and millions of people, all slotted into their lives: then I could see me: I'd lost my place in the universe. It had closed up and there was nowhere for me to be. I was more lost than I had known it was possible for any human being to be"

“I rang my mother to thank her for giving birth to me and she said, "What choice had I? You were in there, how else were you going to get out?”